storia di un PdL (Progetto di Legge)

Ciao a tutti, sono un progetto di legge di iniziativa parlamentare. Vi racconto la mia biografia.

Sono stato calendarizzato alla Camera, mi hanno portato nelle Commissioni competenti, dove mi hanno letto e riletto, hanno parlato di me, mi hanno modificato alcune parti. Poi mi sono risvegliato in Commissione Bilancio perchè (per carità, ci mancherebbe altro) bisogna verificare le coperture. Finalmente in Aula. Si ricomincia. Ma, scusate, non mi avevate già contato le virgole in Commissione? Si, ma si ricomincia. Discussioni, emendamenti, un po’ di ostruzionismo, che non manca quasi mai. Finalmente il voto finale. Sono andato al Senato, la storia si ripete, in Aula un partito ha deciso di cambiarmi un articolo (ma prima andava bene anche per loro. BOH?) Nuovo voto, ma sono diverso da prima. Che facciamo? Torniamo alla Camera perchè serve il doppio voto conforme. Intanto sono passati mesi ed ancora non lavoro.

Mio cugino, Decreto Legge ha iniziato subito a lavorare, è stato addirittura convertito in legge (per poco non ci mettevano la Ghigliottina, ed è andato vicino alla Fiducia, vero, intanto però lavora!). Per lui co sono voluti 60 giorni, ma la gente dice che è antidemocratico ed autoritario. Sarà pur vero, ma le mie pagine ingialliscono e sgualciscono andando avanti e indietro tra le Camere. Sono passati decine di mesi e sono ancora ad aspettare di andare al Quirinale per essere Promulgato. Ce la farò mai?

Mi dicono che è colpa del Bicameralismo perfetto, pare che qualcuno lo stia cercando di superare, per ridarmi un pochino di dignità, dato che mia mamma Costituzione dice che è il Parlamento ad avere potere legislativo (però io continuo ad andare avanti e indietro.) Solo che anche Mamma deve passare la stessa trafila, anzi peggio, per Lei ci vuole una doppia lettura, quindi 4 voti conformi. E su di lei tanta retorica, tanto ostruzionismo, qualche flash mob…

Vedremo, magari un giorno ce la farò anche io. Anche se, onestamente comincio ad essere un po’ vecchiotto, e credo che quando andrò a lavorare verrò presto pensionato, perchè nel frattempo il mondo è diverso.

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