la solita realtà alternativa del m5s.

Vi ricordate quando dopo le elezioni del 2013 Bersani voleva i voti del M5S per governare, sotto le mentite spoglie di un dialogo? Il M5S pagò quel NO con aspre critiche per “non averci provato”, che ancor oggi riecheggiano tra il suo elettorato. Ora questo dialogo sulla legge elettorale e le riforme costituzionali (che a dire il vero non sono la priorità del Paese) il M5S lo ha chiesto, e il Pd? Sembra non gradire l’apertura che lo mette in imbarazzo e si sovrappone al patto segreto, quello “del Nazareno”. E preso tra incudine e martello fa finta di sedersi al tavolo e di fare domande, chiedere risposte, rifissare appuntamenti, tergiversando. O stan sperando di far “saltare il banco” esasperando il M5S o hanno una macchina governativa e partitica non adeguata alla velocità richiesta dalla gestione di una crisi senza precedenti”.

Questo il testo a commento di un’intervista di “lacosa” da far impallidire, per la sfrontatezza con cui sono stati selezionati e montati gli interventi, perfino il tg4 dell’epoca Emilio Fede. Perchè Fede, almeno, un commento contro la linea che voleva dare al servizio ce lo metteva.

Non a caso i commenti cono del tipo “Ma se sono tutti contro Renzi, come mai ha preso il 40%?” Ovvio, perchè non sono tutti contro Renzi, basta semplicemente non metterli nel servizio.

Se poi volessimo leggere e commentare il post, allora scopriremmo che:

Vi ricordate quando dopo le elezioni del 2013 Bersani voleva i voti del M5S per governare, sotto le mentite spoglie di un dialogo?
Le mentite spoglie sono solo nella mente di Casalgrillo. Perchè non si chiese un’alleanza formale proprio per non intaccare l’alterità grillina, Bersani (che in quanto a politica da solo è in grado di tenere testa ad altro che 160 krikri) mise sul piatto buona parte del programma pentastellato, a condizione di ottenere in cambio un appoggio esterno, Il m5s poteva, e secondo tanti, anche eletti, grillini, la cosa era fattibile, anzi si sarebbe potuto formalizzare un accordo politico. I capi hanno detto di no, ed infatti il Governo di coalizione si è formato, ma senza Bersani, che coerentemente ha rimesso l’incarico politico e di partito, perchè aveva detto che non avrebbe Governato con il centroDX. Remember?

Il M5S pagò quel NO con aspre critiche per “non averci provato”, che ancor oggi riecheggiano tra il suo elettorato.
“chi è causa del suo mal…”

Ora questo dialogo sulla legge elettorale e le riforme costituzionali (che a dire il vero non sono la priorità del Paese) il M5S lo ha chiesto, e il Pd?
No, il m5s non ha “chiesto” nulla. Una domenica, un post di GRILLO ha deciso che ci si sarebbe dovuti incontrare, mettersi di traverso sul dibattito in corso da mesi tra le altre forze principali del Paese, dettare tempi e modi, riscrivere tutto per giocare la partita del Toninellum. Fin troppo ovvio, per chi mastica di politica, che non sarebbe stato agevole, ne’ fattibile. Infatti i punti di convergenza che sono stati trovati (vedi ultimo streamingone) erano da far mediare anche a FI. Il m5s ha maldigerito la situazione, l’ha messa sull’ inciucio, ma è nella logica delle cose. Dal momento che l’apertura grillina è, oltre che tardiva, appunto grillina (quindi inaffidabile per definizione) si deve lavorare su tutti i fronti possibili. Perchè si parla dell’ assetto istituzionale del Paese, e la norma va condivisa il più possibile, perchè non riguarda solo il m5s. Quando i grillini capirano che la politica è anche questo, forse saranno ancora in tempo.

Per inciso, ma non troppo. Se la legge elettorale e le riforme costituzionali, dite, non sono le priorità, perchè accanirsi con sfottò riferiti alla lentezza presunta delle risposte del PD al m5s? Tra l’altro, proprio perchè si tratta di riforme costituzionali necessitano di tempistiche e di condivisioni particolari, ecco perchè ci si deve muovere per tempo, se non si vuole evitare che tutto il lavoro venga meno perchè, eventualmente, non ci sarà il tempo utile per la doppia lettura conforme. L’alternativa c’era, la deroga al 138. Ma per quella i pepputati salirono sui tetti, travisando ad arte la proposta ( i Senatori, lo abbiamo dimostrato con Simeoni, avrebbero, non sapendo che era la proposta della maggioranza, accettato la deroga una tantum..)

O stan sperando di far “saltare il banco” esasperando il M5S o hanno una macchina governativa e partitica non adeguata alla velocità richiesta dalla gestione di una crisi senza precedenti”.
A dire il vero, il banco lo vuole far saltare proprio il m5s, perchè l’ultimo arrivato non ha merito a dettare linea, tempi e lamentarsi dell’altrui velocità, come detto sopra, e non solo. E la crisi senza precedenti, in tutta franchezza, è tutto un altro argomento. Continuamo a mischiare le acque?

Va beh che siete grillini, ma è palese che vi piace solo fare casino, Intanto gli alti (quel famoso patto del Nazareno, che vi spiace sia onorato…) vanno avanti.

Cari Grillini, il treno è passato e voi non ci siete voluti salire perchè “non siamo a Ballarò”, il macchinista (chenel frattempo è cambiato) vi ha fatto la cortesia di fermarsi fuori stazione perchè eravate li’ con il fazzoletto sventolato, siete saliti e un chilometro dopo avete tirato il freno di emergenza? Beh, ora scendete pure, e ne pagherete pure la multa (elettoralmente parlando).

Buon viaggio.

 

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