streamingone parte2 (quanche considerazione)

Oggi abbiamo avuto la dimostrazione più palese che il m5s non ha alcun interesse a lavorare per il Paese. Bastano un paio di streaming (per far cassa sul blogghe) ed un palinsesto costruito per quello.

Di Maio sembrava conducesse un talk show, dettava i tempi, (Andiamo avanti, sarà un nuovo tormentone), cercava anguillescamente di schivare i colpi che Renzi, che parla la stessa lingua mediatica dei grillini e dimostra di studiare a dovere “l’avversario” (ha citato brani del blogghe, mettendo in crisi i grillini), sapientemente lanciava. Toninelli ha spacciato per concessione l’abbandono delle preferenze negative, sostituite con il “parlamento pulito” e chissà se la base, non consultata, avrebbe condiviso questa ulteriore modifica. Dell’ articolato uscito dalle consultazioni on line (a proposito, complimenti a Di Maio che finalmente dice “decine di migliaia” e non parla più di 200 mila firme) infatti rimane ben poco. Si va, ed era normale, verso una legge più simile a quella uscita dai lavori cra il PD e FI. I grillini da tastiera, ovviamente si lamentano, ma lo fanno con la persona sbagliata, ovvero con Renzi. Perchè dovrebbero prendersela con Grillo che ha tenuto fermi i suoi per mesi, mentre intanto (la politica è anche questo, riunirsi per ore per non concludere quasi nulla, ma rimandare ad un successivo incontro) gli altri trovavano convergenze. Minime, strategiche, ininfluenti. Non importa. Intanto il loro lavoro andava avanti mentre Giannulli pontificava sul blogghe durante le votazioni per il toninellum-casaleggium.

Oggi lo streaming, il solito rito imposto dai grillini per poter fare poco e nulla, perchè “annoieremmo chi ci guarda da casa” (Di Maio, parlando dell’ Italicum). E dire che poco prima dell’incontro scriveva su facebook

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Legge elettorale. Quindi non di immunità, di trattamento economico dei Parlamentari, di rimborso elettorale. Tutti temi che la delegazione grillina ha buttato sul tavolo, ad uso e consumo “di chi ci guarda da casa”. Ed infatti su quello, nonostante le ire attuali dei commentatori del blogghe, non ci sono state risposte esaustive. E non ci sono state perchè non c’era merito a parlare di quello. Tra l’altro, la “domanda” “E i rimborsi elettorali che il pd doveva restituire?” che il blogghe butta li’ per accendere l’ennesima polemica, è fuori luogo per due motivi. Non era il motivo della riunione e poi quella era una delle proposte fatte da Renzi per provocare il m5s lo scorso febbraio a sedersi al tavolo fin dall’inizio.

Dall’altra parte del tavolo, poi, abbiamo assistito (e per me finalmente) alla risposta diretta all’atteggiamento grillino. Moretti che, dopo che Di Maio e Toninelli hanno cercato di imporre il loro volere ed i loro tempi al resto del mondo, risponde senza giri di parole che è in ritardo. Speranza che fa notare che il m5s sta dialogando con chi, fuori da quel tavolo, insulta sistematicamente, anche in Aula, Renzi che non si fa mancare battute (queste cose chi è laureato in giurisprudenza le sa, a Di Maio, che è fuoricorso “lungo”), risponde a tono alle provocazioni di Toninelli (quando avrete 11 milioni di voti ne riparliamo), conferma che il PD valuterà gli esiti e ne parlerà con gli altri partiti prima di accettare le proposte grilline a scatola chiusa.

I krikri lo chiamano inciucio, dicono che il PD deve chiedere permesso a Berlusconi. Io preferisco definirlo coerenza. Si è iniziato (a malincuore per tanti elettori di ambo le parti) un percorso tra il PD e FI, non si manda tutto all’aria perchè (come dice Toninelli) PD e M5S assieme avrebbero i numeri per far passare la legge.

Perchè, in fine dei conti, è quello che i “troll”, gli schizzi di merda, e perfino qualche  parlamentare ora cacciato dal m5s dicono da 17 mesi. Dal giorno del nefasto streaming (e vedi che tutto torna?) con Crimi e Lombardi. Il m5s aveva la possibilità di spostare a suo favore l’asse del Governo Bersani che sarebbe nato a febbraio scorso, ha preferito non essere a Ballarò. Ora si accontenti delle briciole.

Ovviamente il sentiment del blogghe è che Renzi era nervoso, Toninelli ineccepibile, Di Maio santo subito. Ma si sa, per loro basta sapere che sono grillini e tanto basta per sperticarsi in complimenti ed esaltazioni.

PS: La posizione “Renzi Nervoso, grillini perfetti” è anche quella di Scanzi. Ulteriore dimostrazione che non è stato proprio così.

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