Libero di scrivere quello che voglio.

Quando è un po’ di tempo che non si parla di lui, ecco che Di Battista trova occasione per tornare sotto i riflettori. Questa volta, assieme ad altri parlamentari presenta un esposto all’ordine dei Giornalisti contro i direttori di Repubblica, La Stampa, Libero ed Il Giornale per non aver dato una notizia che secondo i grillini avrebbero dovuto dare.

Una cosa inaudita, ma ormai inaudito pare essere la norma in casa 5 stelle. Dopo i sistematici insulti, le liste di proscrizione e tutta la solfa (leviamo i contributi all’editoria, i giornali devono chiudere…) che ben conosciamo ora siamo al tentativo della politica “nuova” di dettare la linea editoriale ai media. E questa volta nel modo più spudorato possibile. Se la stampa non è libera (litania grillina), come renderla più libera? Imponendo le notizie da dare, perchè un singolo le ritiene importanti. Facile, vero? Il prossimo step? Che poi, fatte le debite proporzioni è quanto già accade con i diversi “giornalisti del giorno”, attaccare chi da le notizie sgradite?

Potremmo discutere per mesi sulla qualità della stampa, e non solo in Italia, ma non si può confonderla con la libertà della stessa. Libertà di dare o meno le notizie che le redazioni (sempre liberamente) decidono essere o meno meritevoli.

La notizia? Che ENI è iscritta nel registro degli indagati per un affare di concessioni in Nigeria. INDAGATO NON VUOL DIRE COLPEVOLE!!!

Quindi, in buonafede o meno che siano, i giornalisti sono LIBERI di parlare o meno di un’indagine che ancora è nelle fasi preliminari. Personalmente, da garantista, io preferirei che gli indagati non fossero esposti alla gogna mediatica, perchè più di una volta finiscono fuori dalle indagini, come fu, ad esempio per Davide Bono (indagato, poi archiviato).
Che dici, Di Battista, ne riparliamo a procedimento almeno in corso, e quando i “si dice” cominciano ad avere un minimo di riscontro?

No, per Di Battista non importa, ha deciso che la notizia deve essere diffusa e denuncia chi non lo fa. A parte la palese ignoranza in materia di diritto (indagato…), la vicenda ha il solito odore di vecchio, di Agenzia Stefani, di Veline di Regime.

Forse potrebbe chiedere lumi al collega Di Maio (collega per modo di dire, dato che pare rappresentare l’altra faccia della medaglia, ed i due sembrano separati in casa). Anzi no, perchè il collega nel frattempo lancia una nuova polemica sugli stipendi che vengono elargiti ai politici in stato di detenzione cautelare. Che non vuol dire, neanche questo, condanna…

Per fortuna (si fa per dire) il m5s sta lavorando solo sulle riforme istituzionali (c’è del sarcasmo, sia chiaro, soprattutto alla luce del “come”). Se il dibattito fosse sulla giustizia ci sarebbe da preoccuparsi.

Annunci