Lo “streamingone” secondo Di Maio

Dunque. Oggi pomeriggio abbiamo assistito al tanto declamato incontro streaming tra la delegazione M5S e quella del PD per quel che riguarda il tema della legge elettorale. Politicamente si è risolto con un nulla di fato per i grillini, costretti all’angolo a discutere sulle obiezioni portate da Renzi, che finge di non aver capito passaggi  del “toninellum” per costringere  lo stesso Toninelli a spiegarglielo (in realtà a chi stava assistendo allo streaming) e dimostrare la farraginosità del meccanismo della preferenza negativa, con i voti che vengono decurtati di decimali di punto a seconda della quantità di voti contro ricevuti. Un meccanismo che in Italia porterà a campagne elettorali fratricide per indirizzare la preferenza negativa da dare all’avversario della stessa lista che si decide di sostenere. Senza dimenticare il voto di scambio, a questo punto anche negativo. E che dire poi del problema delle alleanze (i grillini dicono “su basi programmatiche, ma l’ EFDD insegna che non è sempre così) a posteriori per creare delle intese fittizie?

E, sulla governabilità poi, rilancia chiedendo un’apertura al ballottaggio, per avere comunque una certezza di chi andrà a governare ed evitare l’ Empasse cui (lo stesso m5s ha contribuito non poco) si è costretto Bersani, che “non ha vinto” pur essendo arrivato primo. Situazione che con il sistema proposto dai grillini diverrà, a meno di improbabili vittorie plebiscitarie, regola.

Insomma, anche ala luce del lavoro di cesello degli ultimi mesi, Renzi non azzera l’ Italicum, e smonta buona parte dell’impianto grillino, ma Di Maio commenta:

Immagine

Tra l’altro raccontando una menzogna colossale, ma indotta dallo staff, dato che non è il solo a raccontarla. Gli aventi diritto al voto nel portale grillino sono circa 80 mila, e tra questi (in realtà circa 30k alla volta) si è tirato fuori l’articolato della legge elettorale grillina. Fare la somma di tutte le consultazioni è mero espediente di propaganda. Ma non importa. Perchè comunque di Maio (che Renzi ricorda essere parlamentare con 182 voti alle parlamentarie, che per il PD non garantiscono nemmeno un seggio di Consiglio Comunale) è contento perchè il democratellum (casaleggium, toninellum) è un punto di partenza. Che poi, abbiamo visto, sia perfettamente il contrario, dato che è stato smontato nei suoi punti fondamentali, non importa. Basta gonfiare il petto e gioire a prescindere.

La delegazione pentastellata, infatti, torna a casa con un pugno di mosche, costretta a ragionare su altro per ottenere probabilmente un minimo di consenso sulle preferenze e poco altro, ed infatti ben presto, durante la riunione, lo stesso Di Maio prende tempo rinviando il tutto ad un incontro successivo (di cui Renzi fisserà la data in venerdi). Si attendono quindi ore febbrili per lo staff del m5s per recuperare una partita ampiamente persa, in cui sono entrati quasi a tempo scaduto, e marcare il proverbiale “goal dela bandiera”.

E Di Maio perde anche il confronto interno con Grillo, che ha aperto al confronto senza avvisare i parlamentari, ha, di fatto, deciso la composizione della delegazione, e potrà, volendo, godere del fallimento eventuale del “cambio di linea”. Non a caso, tra i commentatori del blogghe, ancora non imbeccati, c’è chi afferma che i grillini avrebbero dovuto comportarsi “alla Grillo”. Ovvero ribaltare il tavolo e tirare qualche vaffa. Perchè i grillini non si mischiano.

Come diceva Grillo qualche tempo fa.Immagine

Per chi volesse rivederlo, l’incontro (nella versione di La7) è a questo link: click

Annunci

One thought on “Lo “streamingone” secondo Di Maio

  1. Pingback: Colonnelli a 5 stelle | laVoceIdealista

I commenti sono chiusi.