#M5S,spunta il presunto subemendamento contro #Immunità..che tempismo!

La notizia di ieri dell’emendamento targato M5S per mantenere l’immunità parlamentare anche per i Senatori ha destato particolari malumori tra la base e non.

Come era prevedibile  lo staff comunicazione ed i vari Cittadini si sono subito messi in moto per salvare la situazione ed hanno reso noto che in realtà il movimento avrebbe presentato altri due emendamenti.

Il 6.134 ed il 6.172

Attraverso questi due emendamenti si richiede l’abolizione di “qualsiasi immunità per perquisizioni ed intercettazioni” come ci spiega la pagina FB della Commissione Affari Costituzionali 5 stelle.

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Rimarrebbero quindi fuori i casi più gravi quali arresto, detenzione (salvo che in esecuzione di una sentenza irrevocabile di condanna, ovvero se sia colto nell’atto di commettere un delitto per il quale è previsto l’arresto obbligatorio in flagranza.) e ciò che prevede l’art.68 della Costituzione nella sua prima parte ovvero che “I membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell’esercizio delle loro funzioni.”

Si è quindi ben lontani dal voler eliminare l’immunità del tutto.

Ci viene reso noto,però,che si sta presentando un subemendamento per la soppressione del comma 2 e 3 e quindi rendere l’immunità effettiva per tutti i casi  facendo salve,appunto,solo le opinioni espresse e i voti dati nell’esercizio delle loro funzioni.

Quindi il subemendamento non c’è ancora e ci viene confermato dallo stesso Luigi Di Maio 16 ore fa ( intorno alle 21).

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Da OpenParlamento risulta che gli emendamenti di cui abbiamo parlato sono stati presentati tutti il 18 giugno.

Come mai questo subemendamento che abolirebbe effettivamente l’immunità ai Parlamentari viene tirato fuori solo in seguito alle proteste e alle denunce di incoerenza?

Interessante poi che mentre il vice Presidente della Camera Di Maio e la pagina della Commissione Affari Costituzionali 5 stelle parlano di subemendamento in fase di presentazione c’è chi invece sostiene che gli emendamenti sarebbero già tutti presentati (o omette che quello rilevante sia in fase di presentazione).

Vediamo infatti cosa scrive la pagina Senato 5 stelle 20 ore fa (quindi prima della dichiarazione di Di Maio)

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“Gli emendamenti del M5S sono volti a ridurre i privilegi dei parlamentari: difatti prevedono l’abolizione dell’autorizzazione per intercettazioni, sequestri, perquisizioni e arresti.”

Gli emendamenti presentatati il 18 giugno non considerano però il caso di arresto e detenzione.

La domanda sorge quindi spontanea, chi l’ha sparata?

Di Maio che parla di subemendamento in fase di presentazione (e quindi non ancora presentato,non compare tra l’altro nel sito di Senato o su OpenParlamento) o Senato 5 stelle che sostiene che “l’unica tutela concessa (dai loro emendamenti) è quella per le opinioni espresse nell’esercizio del mandato.”?

Anche il Blog di Grillo interviene in aiuto e riporta dichiarazione di Camera e Senato 5 stelle in cui si fa cenno però ad una proposta predisposta (quindi non necessariamente presentata) per l’abolizione in toto,proposta che però non viene messa a disposizione dei lettori e non è dato sapere dove si trovi.

Non metto in dubbio che esista ma forse,per evitare spiacevoli fraintendimenti, un pò più di comunicazione tra Camera e Senato non guasterebbe al fine di rilasciare le medesime dichiarazioni.

Il M5S urla al “gombloddoo” ed ai “Media di regime” quotidianamente,per ovviare al problema sarebbe bastata un pò più di attenzione e la presentazione del subemendamento per tempo onde evitare che qualcuno possa sospettare che l’annuncio della sua esistenza sia arrivato,casualmente, a denuncia altrui avvenuta.

 

 

 

 

 

 

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