poi se perdono voti è colpa dei brogli.

Ieri si è consumato l’ultimo atto di un vero e proprio psicodramma in salsa grillina, culmine di un paio di giorni in cui nemmeno ad impegnarsi sarebbero riusciti a fare di meglio. E c’è il rischio che ancora non sia neppure finita…

Intanto l’ennesimo capitolo della saga Pizzarotti Vs Bugani. Laddove Bugani, da semplice consigliere Comunale è asunto al soglio del sacro blogghe, potendo pubblicare sullo stesso, tenere rubriche periodiche su “la cosa” e conquistarsi una certa notorietà. Cominciata formalmente all’indomani della prima scomunica di Federica Salsi che, non ancora espulsa, veniva platealmente abbandonata dai suoi compagni di gruppo, che si andavano a sedere lontano dalla collega rea di essere andata in tv.

Ora Bugani è il capofila mediatico della cordata “Capitan Pizza”, probabilmente nella speranza di riuscire a farlo stancare delle continue vessazioni ed abbandonare il m5s dei talebani, in cui è oggetto alieno. Espellerlo è impossibile, la base, parmigiana e non, non approverebbe mai, infatti in questi giorni più di uno chiedono l’espulsione di Bugani, o -in subordine- di piantarla con queste beghe. Non è ancora finita e non si sa come finirà . Attendiamo al varco.

Il secondo capitolo dello psicodramma è il voto di astensione con cui è passato alla Camera un emendamento sulla responsabilità civile dei giudici. Anche in questo caso la base non ha apprezzato la mossa, definita dai pepputati “tattica”. Il m5s non è quello delle tattiche, fanno notare alcuni. Anche se servono per “stanare” il PD. Il m5s garantisce che aggiusterà tutto al Senato. Non è la prima volta in cui una delle due Camere è costretta, per esigenze di propaganda, a misconoscere il lavoro dell’altra. È capitato con l’emendamento Cioffi-Buccarella sul reato di clandestinità (imposto da Casaleggio, nel post del “prefisso telefonico, anche se Buccarella nega, nella dicussione sulle dimissioni di Bignami e Mussini, interventi dall’alto nelle intenzioni di voto dei parlamentari), è successo sul decreto lavoro (osteggiato con tanto di piazzata al Senato, ma fatto passare in tutta fretta alla Camera perchè si doveva accelerare con i post del blogghe su Genovese), è successo altre volte, meno eclatanti (a memoria il DURT, ma non solo).

Il terzo è la votazione di ieri sull’accordo in Europa. I grillini, o meglio la parte certificata a scadenz fissa, sono stati chiamati a decidere in poche ore le sorti del gruppo m5s europeo. Con sommo scandalo (poi eliminato dalle pagine grilline, con un’opera di moderazione degna della Stasi) le opzioni erano tutte rivolte a destra. Nessuna menzione per i Verdi, poi motivata con la classica pezza peggio del buco (perchè avrebbero cominciato le trattative solo dopo il voto in loro favore), si poteva scegliere tra Farage, Cameron (mai entrato nel dibattito mediatico grillino, quindi di fatto sconosciuto) ed il gruppo dei non iscritti, quindi il nulla. E come se non bastasse un PS che toglieva ufficialità a tutta la consultazione: Qualora l’opzione più votata non si rivelasse praticabile si procederà con la seconda. Che vuol dire non praticabile? Non è dato di saperlo. In ogni caso i grillini hanno votato, più o meno convinti

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E si è approfittato per mettere sul piatto qualche sassolino, che serve a chiarire lo status all’interno del m5s. Messaggi fin troppo poco subliminali
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Perchè che tra Sarti e Nik Ilnero non corra buon sangue lo si sa fin dall’inizio della legislatura, quando “ignoti” (io credo all’inside job) hanno pubblicato la casella mail della deputata, email intime comprese, in cui il giudizio su Nik (ed anche su altri, Travaglio e Bugani compresi) non era proprio idilliaco.

la “rete” (meno di 30 mila abilitati al voto) ha plebiscitariamente scelto Farage, novello indagato per irregolarità nella gestione di fondi del partito, e chi, indefessamente (anche se nello specifico un po’ paraculamente) critica viene bollato in malo modo:

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Se poi fa parte della stampa “ostile”, allora un tweet (Ezio Mauro) o un ost sul blog personale (Gad Lerner) spediscono direttamente nella lista dei “giornalisti del giorno”.

Per fortuna del blogghe oggi Infostrada (che evidentemente ospita i server su cui sono appoggiati il blogghe e tzetze) ha avuto un guasto importante e i canali ufficiali del m5s sono stati muti per circa 6 ore. Altrimenti probabilmente ci sarebbe stato un nuovo capitolo allo psicodramma.

Intanto tanta “base” si sta staccando. Vuoi perchè dalla parte di Pizzarotti, vuoi perchè ostile ai tatticismi, vuoi perchè “ha scoperto” che il m5s sotto sotto più che “oltre” è “abbastanza” tendente a destra. Anche se strumentalizza pro domo sua Berlinguer e Pertini (mentre si allea con Farage).

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