#checasino…

La maggioranza assoluta dei candidati eletti a seguito delle comunarie on-line del 7 aprile scorso,insieme ad  altri attivisti, ha sfiduciato Vincenzo Rizzi, “atteso – si legge sul blog di Beppe Grillo – che la sua candidatura a sindaco è stata ritenuta controproducente per la credibilità del M5S per le prossime elezioni europee e comunali di Foggia”. I predetti attivisti e candidati ritengono, infatti, che la sfiducia sia motivata dai numerosi conflitti di interesse ed atteggiamenti incompatibili con i principi del MoVimento. Sono numerose le domande degli attivisti che sono rimaste ancora senza risposta. Le predette incompatibilità sono emerse chiaramente solo dopo lo svolgimento delle Comunarie on line. Quanto sin qui esposto risulta pienamente documentato e ulteriori dettagli si rendono disponibili su richiesta dello Staff.

 

(fonte)

 

Questa ancora non si era vista, ma dai peppiani ci si può attendere di tutto. Abbiamo avuto consiglieri congedati NONOSTANTE la fiducia della base, parlamentari per cui c’è una doppia base, che li sfiducia in pare, altri che vengono sfiduciati dalla base dopo che il blogghe ha già dato sentenza, altri ancora per cui la base equivale ad un singolo (o poco più) attivista…

In questo caso, dopo le comunarie (117 preferenze, ma lasciamo perdere i numeri) ci si rende conto che il candidato scelto dalla base è controproducente per il m5s, chi si rende conto sono i suoi potenziali compagni di viaggio (in lista), ed in barba alle decisioni della base (sovrana?) lo fanno fuori… Ricorda per certi versi ciò che è accaduto in Basilicata, dove le irregolarità (presunte) di Di Bello sono venute fuori ad urne ormai chiuse e scrutinio terminato. La base lo ha votato, in quel caso direttamente Lo staff lo ha fatto fuori. Come, tra l’altro aveva fatto fuori Vespe dalla rosa, dopo che aveva vinto le “primarie” (poi misconosciute dallo staff). Pedicini, che è stato il candidato “vincente” per sfiducia degli opponenti si consola della batosta con la messa in lista per le europee.

Le malelingue, al solito, parlano di ingerenze dei parlamentari nazionali, ma, come si vede in Calabria, nemmeno tra di loro sono tutte rose e fiori. Di oggi lo sfogo di Molinari e Barbanti che lamentano di non essere stati ammessi a salire sul palco del tour elettorale in regione. Alcuni imputano la messa al bando direttamente a Morra. Intanto in Piemonte una dei 5 parlamentari non compare mai a fianco del candidato Presidente, guarda caso gli altri 4 (lamentava Bertola) sono stati eletti a Roma perchè vicini a Davide Bono. E, a ben vedere, situazioni simili si incontrano un po’ in ogni regione. Ricordate lo sfogo di Pizzarotti? Nomi decisi dall’alto che si scontrano con l’attivismo storico. Ed in Campania non va tanto meglio, tanto che Pepe è stato allontanato, si dice da ambienti vicini a Fico. Della Sicilia, poi, si è ampiamente detto, Nuti che “endorsa” nomi a lui graditi, dopo che (sampre sul si dice…) ha avuto parte attiva nella querelle con Campanella.

E, tornando in Puglia, anche a Bari (Madetti) sono i componenti la lista, e non la base a decidere di far fuori il vincitore delle consultazioni interne. Lo staff deciderà poi il sostituto, con giudizio insindacabile i cui criteri sono sconosciuti…

La Sardegna, infine è emblematica… Qui lo scontro tra “base” ed “altezza” (nel senso di “sua altezza reale lo Staff”) non si è sanato con la vittoria dell’ Altezza, Quindi nessuna lista per le scorse regionali.

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