orecchiette al pesto.

L’episodio non può passare inosservato, e credo avrà ulteriori strascichi. Parlo dell’ ormai notissima messa all’ indice dell’ Assessore Minervini da parte di un gruppo “M5S attivisti Lecce”. Non è la prima, e non sarà neppure l’ultima, sia chiaro, ma questa volta si è oltrepassato ogni limite. Nel loro impeto, infatti, gli attivisti grillini hanno omesso di segnalare che l’assenteista seriale ha una piccola giustificazione. Un Tumore che gli impedisce di essere sempre presente alle riunioni del Consiglio Regionale. E comunque, i dati che loro stessi riportano contrastano con la definizione di assenteist SERIALE. Siamo di fronte al 20% di sedute saltate. Al limite del fisiologico.
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Il cartello (ora rimosso, ma tardivamente) scatena una ridda di attacchi agli attivisti leccesi. Alcuni ricordano loro la carriera specchiata di Minervini, che, pure dal letto dell’ospedale ha continuato a fare politica, altri ricordano ai grillini che ci sono parlamentari del loro partito con dati ben peggiori. Lo scontro assume toni assurdi quando si difende questo cartello asserendo “se stai male te ne vai a casa a curarti”… Il sasso ormai è lanciato, tra chi accusa e chi difende. Oltre trecento commenti in poche ore, tra lo sdegno per il gesto (anche da parte di elettori ed attivisti M5S) e le arrampicate sugli specchi.

Di Battista ha il 23% di assenze -> Si ma è sospeso (poco importa che 25 giorni in 14 mesi non sono il 23%)

Allora Taverna, ha addirittura più del 35% e, non essendo Deputato non può essere sospesa -> Ma fa attività sul territorio (e quando le si contesta la spesa alimentare, è perchè pagava da mangiare anche al portaborse)…

E comunque la notizia l’hanno data i giornali. Ma come, i giornali sono quelli sempre falsi ed in malafede, ora ci si appella a loro? A parte che gli stessi articoli linkati riportano un comunicato al limite della mera contabilità, e le speculazioni di merito sono farina del m5s attivisti Lecce.
Il post, intanto si diffonde per i media “ufficiali”, la notizia rimbalza Un po’ ovunque (se ne legge anche su Tgcom). Si attende la risposta dei parlamentari, inizialmente (verrà successivamente modificato il post) taggati sotto il cartello. E le risposte non tardano a venire

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Presa di posizione apprezzata da parte di Buccarella (e devo ammettere che non è la prima). Meno da parte di alcuni commentatori, che cercano di derubricare il tutto come posizioni personali di alcuni attivisti (che comunque, avendo apposto il simbolo m5s andrebbero sanzionati dal titolare dello stesso), buonismo, e l’immancabile allorismo. E allora quando hanno preso in giro Dall’Osso? A parte che come giustificazione è poca roba (non è che se qualcuno fa un errore più grave il tuo scompare), quell’episodio fu in realtà diverso. Ed è stato lo stesso Dall’Osso a raccontarlo a “Europa” (ovvero direttamente in casa del nemico), si è impappinato durante la seduta fiume, tutti erano stanchi, e lo hanno sfottuto per quello, non sapevano della sua malattia, poi ha ricevuto le scuse. Diverso è per Minervini che le scuse non le riceverà. Almeno per ora.

A questo appello i leccesi rispondono alla maniera grillina, facendo finta di ammettere l’errore, rimandando la palla in campo avversario. Con un post “di scuse”

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Scuse più Pelose delle famose cozze di Emiliano. Non si vincolano le scuse ad un attacco politico, peraltro non riferito nemmeno a MInervini, ma a Vendola che, assieme a tanti altri gli aveva espresso solidarietà umana e politica. Solidarietà che, tra l’altro, Grillo ha appena chiesto a gran voce per via della manganellata schivata da Scibona, ma è un’altra storia.

Vendola è solidale, allora deve rispondere a certe comande perchè da esse sottendono le scuse? La pezza è peggio del buco. Ma c’è ancora di peggio. Infatti i grillini non avevano convocato virtualmente (a ciò serve il tag) Buccarella, ma anche Lezzi, da tempo nota per essere uno dei miti grillini. Fatalmente da quando (o forse proprio per coprirlo) sono venute fuori delle opacità nella scelta dei collaboratori. Senza entrare nel merito, con le regole per le europee non avrebbe potuto operare quella scelta…
Lezzi, dunque.

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Di fatto intesta il post al m5s. Non ci poteva essere chiusura migliore in questo pasticciaccio. E probabilmente non sarà neppure la fine della vicenda. Di fatto, però abbiamo due parlamentari di grido su posizioni divergenti. Buccarella si dissocia, Lezzi lo fa suo. Si dice (non confermato) che questo gruppo sia “il suo” gruppo di riferimento (quelli vicini a Buccarella misconoscono il m5s attivisti Lecce). Mini faida in corso?

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