L’amico gianroberto (e non solo)

Sempre più spesso i canali del blogghe, e lo stesso blogghe riportano frasi come

Io e il mio amico Gianroberto siamo felicissimi (e simili)

“l’amico” si sta timidamente ritagliando il suo spazio nella comunicazione, altro che uno vale uno e tutto quello che ci vogliono far credere.

Dopo aver illuso la base che il m5s era leaderless abbiamo visto che il “megafono” è diventato “portavoce” poi “garante”, infine “capo politico”. Il grillino obietterà che la figura è prevista dalla legge. Certo, ma, come ribattemmo all’epoca: perchè proprio lui? La forza della rete non doveva esprimere semplici cittadini? Infine, se è solo una formalità perchè impegnare il “non leader?”.

Ora, nel comunicato politico cinquantaquattro, ovvero il bando per le candidature pr le Europee, si ribadisce il concetto, e non c’è neppure la scusa dell’adempimento formale: Beppe Grillo è il capo politico.

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Addirittura, poi, dispone, assieme a Casaleggio l’elenco dei pretoriani tra cui gli europarlamentari grillini saranno OBBLIGATI a scegliere i loro collaboratori

ImmagineE Vada per Grillo, “capo politico”, nonchè, come da Statuto, quello vero, non quello mediatico,  anche presidente del m5s

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E, dato che al Consiglio direttivo compete la gestione del Partimonio

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Di fatto ne è amministratore unico. E per tre anni non corre nemmeno il rischio di perdere la successione dinastica del partito, dato che il vicepresidente, Enrico, è nipote del Presidente.

Ma Casaleggio? Non compare nello Statuto, nemmeno nella versione “non”. ma sceglie assieme al Presidente (e non al COnsiglio direttivo) l’elenco dei portaborse? A che titolo? Domanda interessante, ma non avrà mai risposta, perchè a toccare quel tasto si rischiano calate di insulti dai commentatori grillini. Anche perchè la domanda successiva sarebbe quella di spiegare in base a quale attribuzione formale si occupi dela comunicazione dei parlamentari nazionali, che titolarità ha nello scendere a roma, entrare in Parlamento e tenere riunioni, rigorosamente a porte chiuse con i Parlamentari, che – fino a prova contraria – sono “DELLA REPUBBLICA” prima che del M5S, e sicuramente non “della Casaleggio e associati”.

Le risposte non arriveranno, ma sta di fatto che il codice etico per le politiche prevedeva che i grupi eligendi si avvalessero esclusivamente di un gruppo di comunicazione centralizzato, gestito dalla C&A, gli eurodeputati dovranno singolarmente optare tra una rosa scelta, di fatto arbitrariamente, dai diarchi del movimento solo in propaganda leaderless.

Poi ci sarebbe la questione del simbolo, che perfino nella versione “non” è di proprietà esclusiva di Grillo. Gli epurati, infatti, ricevono lettera con cui si revoca l’utilizzo del marchio:

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E, si noti MARCHIO, non simbolo. Lo stesso marchio che rappresenta, unicum in Italia, ma credo anche nel resto del mondo, un prodotto commerciale, di cui riporta il link. E di cui, ne abbiamo parlato fino alla noia, nulla è dato di sapere su introiti e gestione degli stessi. L’unica certezza è che quel patrimonio non interessa in alcun modo il m5s, ma Beppe Grillo, che -come conferma lo Statuto (quello notarile)- è

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Anche se Whois intesta il dominio ad Emanuele Bottaro (I credits sono però, a quanto pare, sempre di Casaleggio). Infatti è Bottaro a presentarsi nella causa intentata al blog per diffamazione a mezzo web, anche se difeso addirittura dal Vicepresidente del m5s. Quell’ Enrico che è anche avvocato, e -incidentalmente, abbiamo visto- anche nipote di cotal zio…

Intanto gli intrecci tra il blog e canali web certamente afferibili a Casaleggio è sempre più stringente, così come collegamenti tra il m5s e personale ex dipendente della stessa. Come quel Maurizio Benzi che ha dato la stura all’espulsione di Orellana.

Ma Casaleggio resta ufficialmente “l’ amico Gianroberto”, chi si pone domande lo fa perchè prezzolato o in malafede. Un “troll”, insomma, come ci ricorda il consigliwere regionale laziale Davide Barillari:

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Ecco, Barillari, Le domande in realtà le facciamo per capire (e, vivaddio siamo ancora liberi di scegliere quali fare, altro che, come scrivi in un altro post “ E non ne e’ arrivata nessuna sul mio lavoro di un anno alla regione lazio, forse non sanno nemmeno a chi si stanno rivolgendo“), le fantasie che dici essere distorte sono distorte proprio dal m5s, che non scioglie queste fumosità. All’altra, che ti ho posto anche con il mio profilo personale (quindi non anonimo, benchè avessi già attribuito il mio nome reale agli account social che portano il nome di questo blog) non hai di fatto risposto, limitandoti a negare l’evidenza:

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E l’evidenza è nei link dello stesso comunicato politico cinquantaquattro.

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Ricordiando solo un paio di esempi:

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Di Bello e Biolè, due casi diversi che dimostrano come vengano gestiti gli adempimenti tecnico-burocratici. Adempimenti verificati alla bisogna, dopo che si è partecipato e vinto una consultazione (di Bello), o dopo 3 anni, quando era stata concessa una deroga per autorizzare la candidatura. Perchè la questione del pregresso era stata evidenziata già all’atto della candidatura per la messa in lista

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E si potrebbe proseguire, citando ad esempio le norme del codice di comportamento per i candidati alle europee, che già si sa essere in violazione dei regolamenti europei perchè prevedono vincolo di mandato e sanzioni economiche ma, sono sicuro, ci sarà tempo e modo per affrontare ancor più adeguatamente di quanto già fatto anche quei temi.

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