dell’intervistona. Parte 2 I contenuti (1 di 2)

Abbiamo visto, nel post precedente la parte “giornalistica” dell’intervistona. Ne analizzerò ora i contenuti politici.

finito.

Scherzi a parte, ma non troppo. L’intervista comincia pure bene, con la Domanda “perchè in televisione, perchè proprio ora”. La risposta però è allucinante. “Ma guardi, non ho nulla contro la televisione”. Eppure scriveva “La televisione è morta da un pezzo, gli unici a non saperlo sono quelli che ci vanno, Beppe Grillo, 20 Ottobre 2010 link”.  “non vado nei talk show” e tutti, infatti ricordiamo il post con cui di fatto annunciò la fatwa contro Federica Salsi link , onde poi fare marcia indietro e mandare i suoi parlamentari in quasi tutti i salotti tv. Da Crimi che (si disse per via degli impegni presi da Mastrangeli, poi espulso) fece un faccia a faccia con Vespa, per arrivare a Di Battista da Santoro (in collegamento sempre esterno, sempre senza contaddittorio. E perfino da Barbara d’ Urso (taverna), che proprio non è quel tipo di trasmissione approfondita. Anche se, a dire il vero, quando fu il turno del già citato Mastrangeli, espulso per quello, al suo confronto la D’urso sembrava Biagi (ed è tutto dire, su Mastrangeli, ovviamente).

Ed ancora sulla televisione Grillo dice “ho i miei tempi, non posso rispondere sinteticamente, ci voglio essere a mio agio. OK, quindi, ti piace vincere facile. O detti le regole o non se ne fa nulla. E che vuol dire “essere a mio agio?” Che se le domande non ti piacciono insulti chi te le ha poste? (come fece invitando un freelance a “trovarsi una donna”) O li sbatti giù dal palco? (nello tsunami tour faceva oscurare le telecamere dai bandieroni degli attivisti, arrivando addirittura a far scendere dal palco l’operatore sgradito
 link. No, Beppe, non ci siamo, la televisione ha dei tempi, delle regole, e vanno rispettate. Se non ti piace, mi spiace, non le puoi imporre. Ma ormai è così, i giornalisti (quei cattivi pennivendoli) si adeguano, altri addirittura si prostrano. Il tutto per avere un grillino (una volta merce rara, ora inflazionati), in video. E così perfino Fabio Fazio ha ospitato Fico e Di Maio. Lo steso Fazio più volte insultato dagli stessi…

Ma andiamo avanti. “sono stufo di sentire balle sul m5s”, ed andrebbe anche bene, se solo non fosse che quelle che lui stesso chiama balle molto spesso sono (anche oggi c’è un nuovo “giornalista del giorno”, che come promesso non cito) semplici opinioni. L’idea è quella: non ti piace il m5s? racconti balle. Ti piace? Allora dici la verità e sei “libero” (come Scanzi, Travaglio, e Mentana…). POi ci si chiede perchè siamo così malmessi nelle classifiche sulla libertà di stampa. Perchè (tra altri indicatori, sia chiaro) il leader del secondo partito imopne regole per interagire, e se non ti ci attieni ti insulta pubblicamente aizzandoti contro commentatori infoiati.

Poi comincia l’invettiva. Ovviamente (ricordiamo la domanda, era sulla partecipazione all’intervista) su Renzi. Mentana, al posto di interromperlo perchè non sta rispondendo, abbozza, e gli da corda su quel tema (ma chi è che conduce l’intervista?) “È spietato, cattivo, mente e sa di mentire” dice Grillo, e Mentana non ribatte, anzi lo istiga sui temi europei.

E qui comincia il teatrino dell’ assurdo di Grillo, che sta per portare sui palchi uno spettacolo che tratta proprio quei temi (in gergo si dice “gli offre un gancio” e Beppe lo raccoglie, da attore sgamato, o forse è Mentana, da spalla ad offrirglielo per quello) Monti messo su dalle Banche, fiscal compact che ci strozzerà per 20 anni… Anche qui tutto già letto (Monti Fiscal Compact), già detto.

E la prima BOIATA: la ricostruzione delle consultazioni di fronte a Renzi. Voleva parlargli, ma poco prima Renzi (che non nomina) gli ha detto che non voleva la fiducia, ma essere ascoltato. E questo snobbare il movimento (lo ha visto solo lui) gli ha dato fastidio, perchè era lì in rappresentanza di 9 milioni di elettori, mentre Renzi non rappresenta nessuno, nessuno lo ha eletto. Eppure la Costituzione dice altro, in Italia il Presidente del Consiglio è nominato dal Presidente della Repubbica ma deve ottenere la Fiducia in Parlamento (artt. 92 e 94). Nessun voto popolare, quindi. Ancora una volta si finge di ignorare le regole. Purtroppo non sarà neppure l’ultima.
Anche in questo caso Mentana avrebbe DOVUTO interromperlo, ricordargli ciò che ho appena precisato. Ovviamente non lo fa. [in questo link per chi se lo fosse scordato lo streaming di quel giorno]. Gli propone, infatti una sorta di parallelo tra Renzi ed il m5s “non è che lo avete messo nel mirino perchè lui ha messo nel mirino voi? È il primo leader che parla la vostra lingua”. Altro assist. Infatti la risposta è “s la gente voterà una persona del genere vuol dire che il Paese è da recuperare”. Ancora una volta si dileggia l’altrui elettorato. Può andar bene in un comizio, non in un’intervista che non sia dichiaratamente di parte. Mentana non interviene, quindi abbiamo conferma su quale sia il suo ruolo. Anzi lo lascia sproloquiare sui 90 milioni per la Sardegna (ma ricordargli l’impegno su un provvedimento ad-hoc?), sul taglio dell’ irpef, con quell’uscita di pessimo gusto che la vorrebbe trasformare in un’elemosina elettoralistica (ti pago la pizza…). IN Europa lo hanno preso per il culo, lo tengono su i telegiornali, che andrebbero denunciati…

A questo punto, se si stesse tenendo un’interviste “senza rete”, minimo Mentana lo blocava, invece ci ride su “Nel caso mi appello alla clemenza della corte”… E gli lancia l’ennesimo assist, ricordando il ruolo di opposizione, mentre Renzi ha ampia convergenza “Voi e la lega siete le uniche forze….” E qui Grillo, evidentemente un po’ arrugginito sbaglia i tempi prchè l’urlo con cui interrompe la frase di Chicco è fuori sync, avesse ritardato qualche attimo in più Mentana avrebbe dovuto improvvisare prchè la domanda era palesemente tronca “le è scappata, vero? NOI SIAMO L’UNICA OPPOSIZIONE” permettendogli poi di dire la sua sulle affinità elettive (o meglio elettorali) che tutti i giornalisti (meno uno, evidentemente) hanno notato.

Snobbata quindi la Lega, il capolavoro di questo primo quarto d’ora di “intervista”: ma non parliamo della Lega, parliamo di Europa. Che cos’è per lei?” Solo che questa domanda è Grillo a farla a Mentana… Risatine tra i due e l’ammissione “è una domanda finta”, per autolanciarsi il prossimo tema (che poi è sempre quello, casualmente, del suo spettacolo teatrale).

Contrariamente a Mentana, mi rendo conto che sono estremamente lungo. Ci vuole una pausa.

Ne parliamo, quindi nel prossimo post (che sarà, promesso, più sintetico, perchè l’ultimo sull’argomento).

 

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