Lo psicodramma è servito (parte 1?)

Fare ordine è impossibile, anche perchè la situazione è in continuo divenire.
I fatti sono che 4 senatori sono stati espulsi per aver espresso critiche all’operato del loro leader.
O almeno questo è quello che passa, perchè, a dire il vero non esiste un capo d’accusa formale alla base della loro cacciata. Non c’è stato nella “scomunica” delle basi (se base è poi un comunicato letto da un attivista collegato a filo doppio con Casaleggio MAI votato, o un sedicente gruppo che si intest a ufficialità, ma legato ad alcuni parlamentari lealisti), non c’è stato nell’assemblea congiunta, trasmessa in uno streaming talmente a singhiozzo da destare sospetti (molto, troppo spesso i problemi tecnici insorgevano quando parlavano i difensori dei 4). Non c’è stata neppure nel videomessagio di Grillo, che ha consigliato alla base di confermare il voto assembleare.

Non c’è stato neppure nel voto, annunciato solo in calce al videomessaggio, in tutta fretta (eppure per le Consultazioni al Quirinale si era detto che mancavano i tempi per far muovere la macchina web…).

Quindi, mai un capo d’accusa preciso, ma diritti politici negati a 4 persone in maniera a questo punto assolutamente arbitraria.

“Ma lo fanno anche gli altri” “Ma guardate cosa fa il PD”, i commenti dei grillini. Beh, a parte che, per quello che ho controllato, nel PD si formalizza un capo d’accusa di fronte ad una Commissione di Garanzia, a parte che nel PD la decisione è sempre appellabile ad un livello superiore, a parte tutto (non so come funziona negli altri partiti), Se un partito si comporta in maniera illegittima, ed il m5s si arroga valori etici, perchè si dovrebbe comportare, poi, esattamente come quello che poi critica?

Inspiegabile.

Ma questo processo sa tutto di inspiegabile, violato il diritto alla difesa, il blogghe non ha mai dato la parola ai 4, espulsioni votate in blocco (se un grillino avesse voluto “salvare” solo uno non era possibile, motivazioni risibili e tutto quello che abbiamo visto.

“ora dovete dimettervi” sentenziano i commentatori”. NO, nemmeno quello è legittimo. Nonostante tutti i rilievi, ed altri ce ne sarebbero, sono FUORI dal partito, quindi fuori dal controllo della “base m5s”. Non avete più alcun diritto su di loro (sempre ammesso che ne aveste prima, la Costituzione direbbe altro, nel famoso articolo 67).
Ora sono parlamentari della Repubblica, liberi di fare quello che vogliono, perfino iscriversi ad un partito di quelli che fino a ieri osteggiavano. Renderanno conto alle prossime elezioni, non agli umori di un blog. Fatevene una ragione, si chiama democrazia.

“Ma Civati…” NO, neppure quello vale. Civati ha criticato (e critica, e criticherà), nessuno gli ha scagliato contro fatwa, il suo “sono fuori dal PD se non voto la Fiducia” è un ragionamento politico, Non è mai stata tecnicamente considerata l’ipotesi di metterne in dubbio l’esistenza nel PD. Ha una linea critica, vero, ma la democrazia pretende anche quello.

Non nel m5s, ovviamente, che nel suo alterismo iperdemocratico pretende che le regole la violino solo i fedelissimi (il divieto di partecipazione ai talk è ancora in vigore, eppure ancora ieri abbiamo visto Sibilia a “la gabbia”)

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Le regole interne, ma anche quelle “comuni” del consesso civile.
Come nel caso delle mozioni di sfiducia ai Ministri del Governo Renzi, che pare siano state presentate anche “a nome” di chi quel documento non lo aveva neppure visto. Lo dice lo stesso interessato, che lancia accuse pesantissime

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 onde poi ridimensionarle (il opst dello screenshot è stato cancellato) facendo sparire gli accenni al reato, ma (secondo alcuni giornali) facendo il nome del responsabile del gesto: il capogruppo Santangeli.

E, come se non bastasse, ma, come detto tutto è in itinere, la cacciata dei senatori avrebbe degli strascichi: i senatori se la sono presa con i deputati (più giovani, più fedeli), con le regole che li vedono numericamente sbilanciati, con i metodi. Alcuni hanno minacciato dimissioni da parlamentare (Bignami, ai microfoni, altri alle agenzie), altri dal solo gruppo. Si parla di 10, altri arrivano ad ipotizzarne 30. Vedremo come andrà a finire.

Intanto si elegge “non giornalista del giorno” Corradino Mineo (nel pomeriggio gli si affiancherà Michele Serra, curiosamente autore del primo spettacolo di Grillo), possibile pontiere in un ipotetico avvicinamento all’area civatiana del PD. Meglio mettere le mani avanti…

Chiudo con una piccola curiosità. La pagina twitter della Casaleggio e associati stamattina si presenta così:

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Il Guru della rete, quello che gestisce la comunicazione, e che ha le chiavi dei parlamentari grillini e delle identità degli elettori “certificati” non è in grado di gestire la sicurezza del suo account twitter.

NO, non è un fake.

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