Quei bravi ragazzi

All’insegna della coerenza (ricordiamo che Salsi e Mastrangeli furono cacciati per questo), ormai i grillini capitano come il prezzemolo un po’ dappertutto. Gira voce che domani Bernini leggerà le previsioni del tempo (scie chimiche su tutto il Pase), mentre Crimi parlerà di viabilità (lui se ne intende, soprattutto della viabilità romana).

A partee ciò, che, preciso essere una MINCHIATA, ma con i grillini non si sa mai, ieri si è visto, pressochè in contemporanea, il punto più basso e quello più alto dell’esperienza televisiva grillina. Mentre ❤ si autoincensava leggendo un gobbo, con auricolari che gli davano ordini di scuderia, Tofalo andava nella tana del lupo, da Diego Bianchi, in arte Zoro. E, contrariamente a quanto i grillini vanno dicendo, la figura migliore l’ha fatta Tofalo. Nessuna platea preparata, nessun conduttore schienato, ma un intervento, una volta tanto, non saccente, e non vittimistico. Ha confermato che Zoro NON gli ha violato l’account, come vanno dicendo i grillini allarmati (in realtà si è trattato di una burla, l’ “hacker” Salerno linkava ad una schermata che lo stesso Tofalo ha postato su Fb), ha perfino risposto alle domande di Damilano (che non ha dovuto, come Santoro, chiedere il permesso), ha scherzato con Zoro, palesemente del PD, senza considerarlo essere inferiore. Un normalissimo parlamentare, giovane, che si è forse per la prima volta, confrontato in territorio “ostile”. E, ammettiamolo, non ci ha fatto questa brutta figura, anzi, a tratti è risultato perfino simpatico.

Un po’ meno, in tutta onestà quando ha dovuto lodare il capo ed il partito (dopo il reportage sulla conferenza stampa). Ma complimenti per averci almeno tentato.

Di contro ❤ che già dall’esordio ha dimostrato quanto diverso può essere l’andare in tv. Autoreferenziale tra gli Osanna del pubblico (che oggi i commentatori precisano essere ostile, dimostrando falsità intellettuale), in un comizio pieno di livore e cattiveria, rafforzato dai toni pacati quasi da sadico. E in tutto questo non una domanda da Santoro, che lo ha, anzi, lasciato andare a ruota libera, nonostante qualche piccola battuta (trattatemelo bene, che poi Grillo mi telefona e mi fa il cazziatone), e addirittura costretto a chiedere il permesso per far fare un paio di domande dallo studio.

Eloquente il commento del piacione grillino: “Questi sono i talk show che informano”. Ovvero quelli in cui, in collegamento esterno puoi leggere il copione senza contraddittorio in un terreno spianato ad arte? Ti piace vincere facile? Sono questi gli atteggiamenti che intanto Grillo criticava di fronte alla stampa estera, un giornalismo prostrato. Solo che “Servizio Pubblico” ieri si è prostrato di fronte a Grillo, quindi per i krikri ha esercitato libertà di informazione e finalmente ha detto le cose come stanno. Ovvero come stanno bene ai padroni della baracca pentastellata.

Oggi tutti ad incensare Dibba, quasi nessuno a parlare di Tofalo. Ovvio. Ma, per il bene del m5s sono convinto sia meglio tenere a casa il belloccio e mandare avanti il simpatico. Se scendi dal piedistallo colpisci nel segno e puoi camminare a testa alta, se ti trasformi in mito puoi solo fare le veci del padrone quando questi ricomincerà il tour teatrale (ovvero la campagna elettorale per le europee, questa volta a pagamento nei palazzetti). Ma Di Battista resterà nei cuoi dei grillini, perchè, personaggio costruito secondo le regole del marketing, funziona.

Infatti (un commento, a caso, come nostra abitudine)

No mi vergogno a dirlo ho pianto… era un pianto di gioia so con certezza che non erano utopie i miei pensieri 40 anni fa i miei amici che avevano qualche anno più di me mi dicevano ma tu sei matto non potrà mai essere ma non ho mai smesso di crederci e questi ragazzi Luigi, Alessandro, Paola, Nicola insieme a tutti noi possiamo dire oggi la STORIA SIAMO NOI ed è solo l’INIZIO. Grazie.

Lasciamo perdere…

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