giorno 345 – copyleft ma non per tutti

Questa potrebbe essere una piccolezza, ma in realtà credo ci si ben di peggio.

La famosa democrazia diretta propagandata dal m5s fin dal non statuto (articolo 4) si realizza attraverso una pagina internet, sotto il sacro blogghe (che così gode dei clic). Sul fatto che in realtà sia poco più che uno sfogatoio, perchè i contenuti vengono pubblicati dallo staff, e che i commenti non siano vincolanti ne abbiamo più volte detto. Ma questo è l’unico strumento ufficialmente riconosciuto, e dove (pare) nei prossimi giorni i grillini elaboreranno la loro legge elettorale. Peccato che il m5s ne abbia già presentata una in Aula (ma l’ On. Dadone fa presente che potrà esser rimesso tutto in gioco, dati gli esiti del portale…).

Ma chi ci legge queste cose le sa già.

Altro tema quasi fondante (perchè è, ad esempio, quello che mi ha fatto conoscere Grillo quando nemmeno sapeva che avrebbe fatto soldi un partito politico, è il copyleft, la diffusione di contenuti ed informazioni in forma libera e gratuita. Infatti il blogghe si appoggia a “creative commons”, progetto atto proprio alla diffusione di quella cultura. Solo che, poi vai sul “sistema operativo” (termine inappropriato, come del resto troll per identificare gli elettori di altro partito) e scopri che se non fai parte di una cerchia ristretta, con credenziali di accesso, non ti è permesso nemmeno di visionare quei contenuti che poi (con le limitazioni comunque prviste dalle licenze CC) sei autorizzato a diffondere.

Ironico, no?

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Probabilmente sarà l’unico posto in area grillina dove si discute della spinosa questione sarda. Per il resto è un silenzio assoluto (addirittura, ad accennare il tema, qualcuno dei “comunicatori” taglia la testa al toro ed epura chi solleva la questione).

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