giorno 302 – Google tax a 5 stelle

Ora ammetto che non ci capisco più una mazza (e non che questo post serva a chiarire le idee)….

Perchè siamo alle solite. 78 deputati grillini votano a favore all’articolo 9.1 della delega fiscale (gli altri lasciamo l’aula), poi si astengono al voto finale sul’impianto complessivo, ed ora si scagliano contro quella che impropriamente viene chiamata “google tax”.

Eppure i 78 lo hanno letto almeno l’articolo votato? E, dato che lo hanno fatto, sapranno ben il significato di

«l’introduzione, in linea con le raccomandazioni degli organismi internazionali e con le eventuali decisioni in sede europea, tenendo conto anche delle esperienze internazionali, di sistemi di tassazione delle attività transnazionali, ivi comprese quelle connesse alla raccolta pubblicitaria, basati su adeguati sistemi di stima delle quote di attività imputabili alla competenza fiscale nazionale»

Beh, la legge, proposta dal Governo di impedire l’acquisto on line da aziende che non pagano le tasse in Italia mi pare vada in quel senso. Ed il fatto che l’abbia annunciata BOCCIA non credo sia un problema. D’altra parte è responsabile economico e presidente della Commissione Bilancio, quindi magari è nel pieno del suo ruolo. Ma per i grillini ha il problema di essere marito di un ministro del PdL (un po’, fatte le debite proporzioni come il compagno non convivente di Vilma Moronese), e poi è quello che ha definito gli F35 elicotteri (in realtà ha ammesso essere stata una gaffe si un suo staffista, proprio come quello di Crimi che postava boiate mentre il Senatore era in clausura). Argomentazioni di poco conto, contra personam, e quindi, nel puro stile grillino, pappagallate all’inverosimile….

Ma torniamo al nocciolo della questione. Se un’azienda lavora in un territorio, è o non è giusto che in quel territorio paghi le tasse? Oltre che giusto pare addirittura logico… A maggior ragione se (vedi Amazon) i prodotti vengono realizzati, immagazzinati e spediti nello stesso paese, anche se non è quello in cui risiede la sede fiscale. Report ne aveva realizzata un’inchiesta l’anno scorso. Casualmente mi sono imbattuto in un libello venduto su Amazon e ne ho chiesto merito all’ autore, che si è premurato di rispondermi che ne avrebbe approfondito e mi avrebbe risposto (conservo il messaggio privato di facebook). Il libello era “sicari a 5 euro” e l’autore nel frattempo è diventato un mito pentastellato. Inutile dire che la risposta si sarà persa nei meandri del web.

Ma non importa. Il fatto per cui oggi Grillo si scagli contro la proposta di questa legge è presto detta. Basta guardare il blogghe, pieno di banner di prodotti in vendita trmite quelle multinazionali, con gli shortlink forniti da google e quant’altro. Che ci sia di mezzo un conflitto di interessi? Eppure quella del Cybercommercio è una lobby pari a quella della banche, perchè tollerarla? Addirittura si millanta che l’approvazione della “google tax” (improprio, ma usiamo questa definizione per semplicità) arrivi ad uccidere l’e-commerce. FALSO, semplicemente costringerebbe le multinazionali del settore a comportarsi come le altre aziende, normali, che pagano laddove producono e vendono… Difficile da capire che non è una vessazione contro “laggente”? Tra l’altro ci sono servizi di e-commerce sganciati dalla logica delle multinazionali, che pagano le tasse in maniera più trasparente e ne gioverebbero di certo.

E poi, come la mettiamo con quei paesi che hanno introdotto corporate tax proprio per compensare lo strapotere di multinazionali extraEU? Vedi Starbucks che in GB paga le tasse locali, anche se fiscalmente ubicata negli USA… 

Anche loro hanno scritto leggi “semplicemente illegali” (come dall’articolo di forbes portato a supporto della tesi)? Non credo proprio.

Ma, soprattutto, se il m5s vuole drasticamente risurre le tasse sui cittadini, sulle PMI, ora perfino sulle multinazionali, come fa a pagare redditi di cittadinanza ed altre amenità? Uscando dall’euro e stampando moneta sovranamente ad minchiam? Oppure togliendo lo stipendio ai politici….

Il solito pateracchio inconcludente, tra un video e l’altro che “distruggono” questo e quello. Ma tutto condito dai clic al blogghe e, magari -già che ci siamo- una visitina al grillostore, dove c’è tanta bella roba da comprare.

Tutta su Amazon, ovviamente.

PS: a leggere i commenti sui social (e anche nel blogghe, ad essere onesti), scremati dagli insulti a Boccia, c’è da dire che in tanti si sono resi conto che questa tassa non è proprio una boiata… Probabilmente finirà come la relazione Russo (PD) sull’ interpretazione da dare alla “severino” o l’interrogazione MArgiotta (PD) sulla “regalopoli” che ci sarebbe stata in Rai…. Dato che non si può per dogma dire che sono cose giuste, se fatte dal PD, troveranno il modo, sondato il terreno, di arrogarsi i meriti della “google tax” che è giusta perchè finalmente le multinazionali cominciano a pagare le tasse laddove ricavano reddito.

 

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