I 42 milioni rifiutati a cui il M5S non ha diritto

Cavallo di battaglia del MoVImento 5 stelle è la restituzione dei 42 milioni di euro di rimborsi elettorali.

Sappiamo bene che già il termine “restituzione” non sarebbe adatto dal momento che il m5s non ne ha mai chiesto rimborso e quindi di fatto li avrebbe lasciati solo nelle  casse dello Stato.

Ma c’è di più, il MoVImento e Grillo non ne avrebbero neanche diritto come da tempo in molti sostengono.

E’ di oggi la notizia che Sel abbia chiesto al Presidente del Senato Grasso di intervenire affinchè  Grillo rendesse pubblica la sua dichiarazione dei redditi in qualità appunto di Presidente ed amministratore  del m5s come stabilito da due leggi italiane (una del 6 luglio 2012, l’altra, richiamata dalla prima, del 5 luglio 1982) che obbligherebbero i tesorieri a comunicare al Parlamento la propria “situazione patrimoniale e reddituale”.

La lettera di Grasso in risposta a queste domande è chiarissima :

 

Se ne evince che non avendo il MoVImento trasmesso alle Presidenze delle Camere lo Statuto (quello registrato a Dicembre senza darne notizia e che fa di Grillo appunto Presidente ,Tesoriere e di suo nipote Vice Presidente) NON ha di fatto diritto ai rimborsi elettorali. Dopo il fallimento della Democrazia Diretta si assiste all’azzoppamento del secondo cavallo di battaglia del MoVimento, nello stesso giorno in cui Grillo annuncia il terzo V-Day che a questo punto a lui dedichiamo.

Attendiamo trepidanti eventuali smentite dal Presidente e dal suo socio Casaleggio.

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