Di Stefano : Lascio la Politica ed il m5s

Ecco il titolo dell’ultimo post del cittadino Manlio di Stefano.

Freno subito gli entusiasmi, non è vero.

Di Stefano ci propone la lettera di un attivista 5 stelle deluso dalla situazione politica attuale e che ha deciso di abbandonare ponendosi questi esistenziali interrogativi :

“Quante volte mi sono chiesto perchè lo faccio, per chi lo faccio? Sto usando molto del mio tempo, quante serate, quanti sabati o domeniche, spesi per cosa? Comandano sempre loro e anche se venissi eletto dovrei sacrificare la mia carriera lavorativa, dovrei sacrificare il mio tempo libero per che cosa? Come fai a continuare a farlo quando poi la gente per strada ti incrocia e ti dice che è colpa tua se Berlusconi è al governo? Quando ti dicono che siamo tutti uguali e che noi non siamo diversi dagli altri? Quando ti dicono “sì hai ragione però sai io ho sempre votato Pd”? Come fai ad andare avanti? Allora avevano ragione, gli italiani non capiscono niente e non capiranno niente, le cose non cambieranno mai e se le cose sono così qualche motivo c’è. Alla fine preferisco darla vinta a loro, rinuncio e mi riprendo la mia vita, forse emigrerò, visto che per il mio stesso lavoro in Germania prenderei 2 volte tanto e in Svizzera 4 volte tanto. Potrei anche andare in California, lì sarei ricercatissimo e guadagnerei 100 mila dollari l’anno. A voi la vostra Bella Italia, è tutta un’illusione.”

Sinceramente, con tutto il rispetto per l’attivista in questione, se si decide di mettersi in gioco nel mondo politico si dovrebbe essere pronti ad affrontare critiche e, se si è sicuri di essere dalla parte della ragione, pronti, attraverso il dialogo, a confutare le opinioni altrui accettando anche di non riuscirci. Può essere frustrante ma fa parte del vivere in un Paese democratico dove ogni cittadino ha libertà di pensiero e opinione. Gettare la spugna pensando che “se non mi capiscono” è  perchè “Gli Italiani non capiscono niente e non capiranno niente” oltre ad essere infantile ricorda tanto le parole di qualcuno che parlava di chi non lo votava come di “comunisti” o “coglioni” o di chi, a chi muoveva critiche, dava dello “schizzo di merda digitale” o lo accusava di non aver capito nulla . Comunque,siamo in un Paese libero per il momento e  libero è anche l’attivista di lasciare e darla vinta al “nemico” per emigrare verso lidi lontani e più gratificanti soprattutto a livello economico. Direi che per il MoVImento non sia una grande perdita.

Mi stupisce quindi che Di Stefano lo erga ad esempio di tipico attivista 5 stelle, io non ne farei vanto. Ma lui fa di più e ci rende noto che una lettera del genere l’avrebbe voluta scrivere lui stesso tante volte..Peccato per noi che non abbia seguito questa sua vocina interiore,penso che ce ne saremmo tutti fatti una ragione..

Mi chiedo quindi come mai Di Stefano oggi senta la necessità di pubblicare un post del genere..

Sarà un caso che in tutta Italia molti attivisti siano sempre più disillusi ed in molti stiano abbandonando il MoVImento?

No, per me non è un caso. Di Stefano mette le mani avanti e attraverso questa lettera vuole fornirci le motivazioni di questo malcontento e fuggi fuggi generale, dandone la responsabilità, di fatto, agli altri partiti ed alla situazione politica e non, come dovrebbe, alla dirigenza 5 stelle.

Gli attivisti  hanno infatti mollato o promettono di farlo per ben altri motivi.

Hanno mollato perchè si sono sentiti traditi dal Presidente Grillo e da Casaleggio e hanno visto tradito il principio fondamentale del MoVImento, la Democrazia Diretta.

Hanno mollato perchè la Piattaforma (mezzo per attuare la DD) doveva essere operativa prima delle elezioni per poter integrare e completare il programma 5 stelle e ad oggi ancora non esiste e quindi , i Parlamentari 5s ,sono portavoce dei cittadini sui pochi punti del programma ma sulla stragrande maggioranza degli altri temi che dovono affrontare quotidianamente lo sono di loro stessi o di Grillo e Casaleggio.

Hanno mollato per le recenti dichiarazioni del Presidente e di Casaleggio che scrivono :”Se durante le elezioni politiche avessimo proposto l’abolizione del reato di clandestinità il M5S avrebbe ottenuto percentuali da prefisso telefonico”  e si chiedono quindi se il programma non è stato integrato di proposito attraverso la piattaforma per non rischiare di perdere parecchi elettori, da una parte o dall’altra, su temi sensibili che solitamente in Italia spaccano l’opinione pubblica.

Mollano perchè leggono dichiarazioni del Cittadino Petraroli che scrive “Sono convinto che il portale sia ben collaudato e pronto per entrare in funzione anche domani mattina,non credo che questo avvenga né dopodomani né tra vari mesi (…) credo nella volontà di Beppe e Gianroberto di lanciare il portare al momento giusto, immaginate… un paio di mesi prima della prossima tornata elettorale”  e quindi si augura e sospetta che il mezzo per applicare la DD sia reso disponibile in campagna elettorale,poco importa se se ne riparlerà tra qualche mese o un paio d’anni. L’importante è sfruttarla per fare propaganda.

Giusto ieri, guarda caso, ad un incontro tra gli attivisti bergamaschi ed alcuni Cittadini 5 stelle tra cui Vito Crimi, si manifesta il crescente malcontento ed i partecipanti chiedono : ” Vi fate chiamare portavoce, ma di quali voci?” . Le richieste e gli sfoghi, più che legittimi, riguardano in primis appunto la mancanza della Piattaforma e della DD ed il tradimento del concetto dell’ “uno vale uno”. E Crimi cerca di metterci la pezza dichiarando : “Le difficoltà di partecipazione non sono tecniche, ma di modalità di rappresentanza: sapere chi vota. Ci stiamo lavorando, in fondo è solo quattro mesi che siamo a Roma. A mio avviso bisogna iniziare a lavorare dal programma del Movimento 5 Stelle, affidarci a quello” e ” La piattaforma è pronta (..)l’attesa non è la conseguenza di un problema tecnico, quanto della individuazione delle modalità di partecipazione”   confermando che tecnicamente la Piattaforma c’è e sarebbe pronta, il problema è decidere le modalità di partecipazione. Bene. Quello che quindi ci chiediamo è: Pensarci prima? Ripeto che avrebbero dovuto fornirla PRIMA delle elezioni. Come si fa fondare un movimento politico sulla DD promettendo di fornirne il mezzo senza averlo già a disposizione o in direttiva di arrivo? Dopo 8 mesi dalle elezioni ancora non si è deciso la modalità di partecipazione? E’ questo il problema? O avrà ragione il suo collega Petraroli..

Il Cittadino Di Stefano le conosce queste motivazioni che hanno spinto o spingono gli attivisti ad abbandonare, le condivide magari?

Di certo non ce ne rende partecipi e con una classica arrampicata di specchi, come ho scritto, vuol fare intendere che la responsabilità sia unicamente degli altri, sempre e comunque. Poco importa se attivisti anche storici abbandonano, ormai la linea è chiara e per quanti se ne sono andati o se ne andranno, anche dopo anni di lavoro e partecipazione, tanti altri arriveranno, senza richieste assurde come l’avere una piattaforma ed una Democrazia Diretta, ormai dimenticata da molti. Il bacino elettorale a cui attingere ormai è chiaro, il Presidente Grillo e Casaleggio l’hanno palesato.

Forse gli farebbe bene, ma non comodo, leggersi l’intervista rilasciata da chi ha contribuito fin dall’inizio alla creazione del m5s che non abbiamo riportato qui https://ilmerdone.wordpress.com/2013/10/19/intervista-a-michele-morininel-2005-il-fondatore-del-meetup-di-parma-e-lideatore-del-forum-280/

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