giorno 218 – COmplotto o paranoia? Marketing!

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Questa un0istantanea di ier dalla pagina facebook del blogghe. Il grillino è portato a pensare che Camera e Senato facciano di tutto per impdire ai grillini di parlare in Parlamento. Ed in parte è pure vero, perchè è impedito loro, semplicemente, (e non solo a loro, sia chiaro) di andare contro i regolamenti e mancare di rispetto alle Aule.
Alla CAMERA infatti, l’ Ufficio di Presidenza ed il collegio dei Questori hanno proposto un giro di vite contro le manifestazioni caciarone e folkloristiche in Aula. Non i Partiti, ne’ Laura Boldrini, piuttosto il Presidente, ma anche i Vice, tra cui c’è pure un grillino, hanno proposto che i deputati che dovessero esagerare nei gesti contro il decoro istituzionale (come quello, per citarne uno, che “musicava” l’intervento con l’ Ipad) ne paghino le conseguenze anche in termini economici.

Nulla di male, ci si adegua, e – considerando il Parlamento come luogo laicamente sacro, lo si rispetta. E vale sia per l’esempio citato che per le esternazioni altrui. Mortadelle, cappi, volantinaggi e quant’altro. Regole, e rispetto, non solo delle stesse, ma dell’ Aula. Troppo difficile? Beh, in effetti, per chi cerca notorietà interna, visualizzazioni su Youtube e “mipiace” sul blogghe, il fatto che non lo possa più fare aggratis deve sempbrare uno scandalo indicibile. Ed infatti si urla al complotto. Tra l’altro giocando sulla melatonimia Boldrini=Ufficio di Presidenza tanto per scatenare le iene contro una delle vittime designate di turno.

Idem al Senato, ovviamente. Analoga figura retorica (c’era Gasparri, ma in quel momento non era il Senatore, che non è che sia nelle mie simpatie), ma il presidente di turno dell’ Assise. Ed in tale ruolo, istituzionale, aveva il ruolo di tutelare l’ Aula con gli strumenti messi a disposizione dal regolamento. Infatti, quando l’intervento del grillino sfociava in macchietta, con il solito Crimi di mezzo che avvicinava un gracchiante telefonino al microfono, ne ha impedito la prosecuzione. Bastava continuare a leggere l’intervento (che fosse di Dario Fo è relativo) e non si sarebbe potuto urlare alla censura. Perchè non si è censurato nulla, se non l’ennesima violazione, infantile, del decoro del Senato. E questo perfino Gasparri lo sa, ed ha giustamente agito di conseguenza.

Fosse successo alla Camera, con la proposta della “boldrini” (nel lessico grillino), si sarebbe beccato pure una multa.

Intanto, però capita anche che, nel giorno dell’anniversario dei rastrellamenti del Ghetto di Roma, grazie ai grillini, con la scusa della necessità del dibattito in Aula perchè tema di importanza etica fondamentale (più realisticamente perchè in mancanza del sigillo di Grillo si rischiava un nuovo “affaire Immigrazione”?) la Commissione Giustizia non licenzia in sede deliberante il reato di negazionismo. Che quindi per diventare legge dovrà passare il vaglio dell’ Aula. Poco male, a dire il vero, dal punto di vista tecnico, ma MOLTO da quello simbolico, perchè approvare quella norma il 16 ottobre è simbolicamente più forte che farlo, anche solo il 17, e dopo dibattito e caciara…
Ma per i grillini, evidentemente, i valori sono altri, ed a questi si adeguano… Dov’è Becchi che diceva che la cosa più importante dell’ ordinamento istituzionale erano le Commissioni?

Ma oggi è un altro giorno, i grillini hanno votato contro un paio di leggi, da quella sul finanziamento ai partiti (in particolare contro la trasparenza nelle donazioni di privati…), contro la nuova disciplina del reato di diffamazione a mezzo stampa ( e dire che era uno dei cardini del non programma), insomma continuano a fare la solita, inutile, cagnara inconcludente (per il cittadino), ma lucrosa (per il blogghe).
Il grillino gode perchè tutto fa schifo ed è incazzato, Casalgrillo gode perchè lo tiene incazzato e non fa nulla se non dire che tutto fa schifo…

Intanto “la casta”, nonostante i limiti delle intese forzate (dai krikri) va lentamente avanti e cerca di ottenere il meglio dallo scenario impostole da chi sta volontariamente di lato.

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