giorno 212 Gli struzzi.

Eppure ogni tanto far finta di nienete non è possibile. Ieri sera ci eravamo lasciati con i Parlamentari grillini riuniti in Assemblea per discutere tra di loro della questione dell’ingerenza a gamba tesa dei capi nel lavoro degli eletti. Risultato?

Villarosa annunciava che avevano concordato di “chiedere un appuntamento” a Caalgrillo per discuterne con l’oro, e presto quello diverrà il disco. Ma non per molto tempo.

A parte che non “si chiede appuntamento” in casi come questi, ma al limite si “convoca”, perchè andrebbe ristabilito, anche solo mediaticamente il ruolo non subordinato del Parlamento di fronte alla segreteria, non uno straccio di sintesi, solo una generica affermazione che quel post fose stato scritto d’impulso.
Rabbia dei parlamentati già annacquata, quindi, poi l’incontro sembra addirittura annullato (ad ora pare di nuovo confermato, ma ci sarà una nuova assemblea), gira voce che ci sia stato perfino un ricatto dei due capi nei confronti degli eletti: o si ritira l’emendamento o i due capi lasciano il partito (invero potrebbe essere una liberazione). Anche di quello nessuna certezza. Come pare che l’ Assemblea, che ha smentito i vertici dimostrando che non è vero che l’atto derivase da “iniziativa personale, continui sulla posizione di confermare l’emendamento in Aula…

Un bel casino, insomma. Come conciliare, nel merito, la presenza di Di Battista e dei “terzomondisti”, con quelle dei vertici, ad esempio?

Semplice, in chiaro stile del blogghe, tirando innanzi, con un post di Becchi che propone la messa in stato d’ accusa del Presidente della repubblica. Insabbiando così la rabbia della base, incanalandola in altre vie. Poi un po’ di spigolature dall’ Aula, qualche ttacco alla legge “sul femminicidio” (riassunto per i media, si sa da tempo che è un “omnibus”), e così via. Come se nulla fosse successo.

Proprio nulla, però, non è. Le distanze restano incolmabili, questa sortita è, per la gestione del consenso un vero e proprio boomerang.

I terzomondisti non voteranno un partito dichiaratamente xenofobo e fascistoide (a partire dai vertici), gli “ultraconservatori” (eufemismo per eufemisticamente di destra) non tollerano un partito che permette certe sortite “di sinistra” senza che chi le ha compiute. I razionali, per pochi che ce ne siano, da quando è stato detto che la piattaforma tanto attesa altro non sarà che il blogghe, vedono inanellare quotidianamente situazioni sempre meno difendibili (le regionarie in Basilicata, il colpo di genio di Crimi)… Insomma, tutto meno che un partito tranquillo (ma non doveva essere il PD quello litigioso?) ed al contempo vertici che non riescono a controllarlo.

Anche la quinta colonna tace. Ieri era giovedì, e su “la7” c’era Santoro. Ovviamente ha parlato della vicenda, tirando non poche bordate sia alla gestione che alle idee dei capi del m5s. Rodotà, invitato non faceva che confermare il tutto (Ro-Do-Ta  Ro-Do-Ta… Vero KriKri?? Proprio lui). Ma la7, nell’immaginario grillino, è berlusconiana perchè l’ha acquistata Cairo, ex manager mediaset (come se Pirlo avesse trasformato lo spogliatoio bianconero in filiale berlusconiana, avendo giocato nel Milan….), quindi è auspicabile. Ma per fortuna che, a mo’ di contrappasso, c’è uno dei pochi giornalisti liberi ed indipendento, ovvero Travaglio, che ristabilisce la verità… Ma anche no.

Infatti tace della vicenda, e legge il suo editoriale, che riguarda ovviamente Napolitano e l’amnistia… Aprendo il rubinetto allo sfogo (perchè i suoi articoli sono fastidiosi ed utili come un eritema cutaneo) di Becchi, ed alla canalizzazione della rabbia grillina contro il Presidente della Repubblica. Si sarà guadagnato certamente una medaglietta, data la sua dimostrazione di fedeltà ed amora alla linea dei due padroni del m5s?
Ignoto, quello che è noto è che il tesserino dell’ Ordine è sempre più sbiadito. Ma ai grillini non importa, tanto l’Ordine lo vogliono abolire. Anche quello dei giornalisti.

Una considerazione, a dire il vero rubacchiata in giro:  Becchi chiede e propone l’ Impeachment per Napolitano. A parte che, da Costituzione, serve la maggioranza assoluta del Parlamento in seduta Comune -articolo 90- (e se vi fate insegnare la Costituzione da un filosofo…), la cosa non era nel programma. Quindi, come la mettiamo? Giusto ieri Casalgrillo hanno spiegato come funziona il M5S, quindi Assemblea, approvazione, conferma dalla Rete, inserimento nel progrmma per le prossime elezioni. Poi toccherà che, con la complicità dello Stato vengano indette elezioni, il m5s le vinca (con il 51% perchè non si fanno alleanze), e poi mozione di sfiducia parlamentare, da votare, appunto, come da Costituzione….

Dimostrazione che il “metodo” proposto/imposto che Cioffi e Buccarella  non hanno, secondo Casalgrillo,  rispettato è una farragine di minchiate. Che poi, nello specifico anche la proposta sia altrettanto una minchiata, e questo per il solo fatto di essere stata resa pubblica, è un dettaglio.

Tanto, si sa, Becchi è grillino alla bisogna, ovvero quando la minchiata non dice troppo male. Come fi con i suoi commenti all’ affare Preiti (allora fu uno sperticarsi di precisazioni, di “non è del m5s e parla (sic.) a titolo personale). Ma, da quanto leggo sui Sacri Testi, oggi ho l’impressione che è di nuovo grillino….

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