giorno 203.2 – Piccolo furto.

Dato che l’ultima moda è portare i commenti del blogghe alla Camera a mo’ di dichiarazione di voto, imito i grillini…. Sulla pagina facebook Noi che non voteremo il M5S Nicola scrive:

facciamo un’analisi stringata della parte di vita che maggiormente interessa i nuovi messia della ggente italiana.

Cominciamo da quello che si vede meno, Casaleggio. Sappiamo tutti che è il cofondatore del movimento. eppure quello che più dovrebbe interessare è il suo passato politico meno recente. Nel 2004 lo si trova come iscritto ad una lista civica legata all’allora Forza Italia per un comune in provincia di Torino. Venne segato (prendendo 6 voti). Facendo un salto avanti, lo si ritrova, intorno al 2007, come “consigliere” non solo del M5S, ma anche di IDV. Su cosa Casaleggio consigliasse a Di Pietro, non è dato saperlo con certezza. Forse i discorsi glieli scriveva lui. Sta di fatto che la leggenda vuole che fosse proprio di Pietro a voler togliere di mezzo il suo consigliere.
L’arcano è come mai quel passaggio da un estremo ad un altro, ossia dal filo berlusconismo all’acerrimo nemico Di Pietro? E soprattutto come mai questa voglia matta di entrare in politica da porte di servizio come liste civiche e come consigliere? Forse che tramando nell’ombra si ha maggior libertà?

Detto ciò, passiamo al dio in terra. Piero Grillo fu un contestato comico dal passato burrascoso in Rai quando, negli anni ’90, passò dalla comicità alle conventions più impegnate in campo ecologico-ambientale e politico. il suo ultimo spettacolo in tv è datato 1993. ma facciamo un salto in avanti tralasciando le sue vicissitudini legali (omicidio colposo e varie condanne per diffamazione). Grillo sostiene che di essere stato cacciato dalla rai perchè era troppo scomodo con i suoi continui attacchi ai partiti.

A questo punto è bene fermarsi a riflettere. Casaleggio non riuscì, nè con una lista filoberlusconiana e nè con l’IDV ad entrare in politica come par suo. Ed ecco che a questo punto, abbandonato Di Pietro, può votare anima e corpo all’interno del M5s. E chi meglio di Grillo poteva fargli guadagnare una certa posizione di tutto rispetto grazie ad un movimento che fa breccia nella gente con la sua demagogia. Chi meglio di un personaggio che evidentemente ha ancora un sentimento di rivalsa nei confronti sia della Rai che dei partiti, rei (torto o meno) di avergli fatto perdere il lavoro precedente. Come è facile ricostruire tutto ciò solo per dimostrare che Grillo ha comunque un interesse personale (mascherato da filantropia e demagogia) nel vedere disfatti i partiti e la Rai. Ha trovato il modo di vendicarsi.
Sì perchè siamo un pò tutti complottisti in fin dei conti.

Dato che l’analisi mi è piaciuta non poco, e che sono ancora troppo nervoso per commentare Villarosa e Taverna nei loro interventi da Capogruppo, che rimando a domani, vigliaccamente ne approfitto. E lo ringrazio.

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