giorno 198 – capogruppo.

1969 – Impiegato nel settore della Sanità privata. Roma. Passione per la “poesia”

Qualche tempo fa ha dimostrato le sue capacità tenendo insieme il gruppo, fugando la crisi al suo interno con le parole che ben conosciamo

Er Senatore

Che meraviglia sei diventato senatore
È mo’ te senti er più gran signore
Lasci interviste e fai er politico sapiente
Pe me è pe’ troppi ancora sei poco più de gnente

Te guardo incredula seduto proprio accanto
E penso che non sai quale gran rimpianto
De quelli che vicino me stavano ai banchetti
È senza dubbio alcuno capivano i concetti

So poche cose giuro semplici e banali
Ma te le voi stravolge e rende particolari
Proponi accordi strani e vedi prospettive
Mentre io guardo ste merde e genero invettive

So io quella sbagliata che ha perso er movimento?
O te come bandiera ora giri insieme al vento
È invece de grida’ annate TUTTI A CASA
Te inventi le cazzate ma questa è n’antra cosa

Lontano da quei sogni che qui c’hanno portato
Prevedono concetti che ormai te sei scordato
Ma sai quanto me frega a me de sta poltrona
Se quando me guardo in faccia vedo n’antra persona

Ma quanti sete 5, 7, 20…
Perché nun ve ne andate felici e contenti
Lasciate che sto sogno che in tanti ancor vediamo
Possa spiccare er volo .. E voi state lontano

Come? Non sono parole di coesione? Ha insultato buona parte del gruppo? Ma no, dai, malpensanti…. Ricordiamoci che è del m5s. Nei giorni in cui Messora scriveva del “piccolo Onorevole”, che ancora in tanti (dei “suoi” Senatori) non gli perdonano, questo stornello distensivo chiarisce il tutto. Distensivo, ovviamente va inteso, come “disteso”, prono ai desiderata del padrone.
Poi andrà a Otto e mezzo, a mostrarci la sua competenza collezionando tante di quelle figuracce che neppure ad impegnarsi… Notevole quella sulla Costituzione e libertà di Stampa, due must grillini, ed infatti non ne conosce il numero dell’articolo. Ma risponde al pure troppo gentile Damilano che “non è costituzionalista…”
Eppure c’è chi sta lottando per quella Carta, giocandosi perfino una settimana di Stipendio, e nemmeno la conosci nei punti più sensibili per il tuo programma? La menate con la Stampa schienata, e poi ti perdi in un bicchier d’acqua?
In un contesto normale sarebbe ricoperta di biasimo a partire dal suo gruppo, almeno nella parte insultata con lo stornello. D’altra parte perfino il PdL alla fine sta isolando la Santanchè, quando è troppo è troppo…

Ma è grillina, a parlare dei padroni ha gli occhi a cuoricino, a meno che non sia la sua espressione normale perchè da che la si è sentita non ha fatto altro che difendere Grillo e Casaleggio.
Poco importa l’arroganza e la beceritudine, anzi sembra che siano caratteristiche richieste. Basta guardare Nicola Morra per averne dimostrazione. Nemmeno l’incompetenza.

Basta un faccino pulito, una certa inclinazione a far parlare di se’ ed il gioco è fatto.

Paola Taverna da ieri è il nuovo capogruppo del M5S al Senato.

Considerazione. Personalmente ritengo che la rotazione dei capigruppo sia inutile e controproducente. Politicamente potrebbe significare debolezza (al netto della propaganda grillina, che ci ha “venduto” Crimi…) nei confronti degli altri gruppi, che comunque si vedono cambiare il riferimento di tre mesi in tre mesi. Periodo di adattamento ed appena hai capito su che pianeta sei, di nuovo nell’anonimato. Anzi no, perchè un ex capogruppo grillino ha acquisito visibilità mediatica, non sarà più anonimo (Villarosa ha moltiplicato i “mipiace” su Facebook, prima della nomina non lo conoscevano nemmeno tutti i suoi colleghi di partito). Quindi la nomina è premio per i fedeli, ovviamente al padrone. Come d’altra parte capita nelle aziende poco serie, dove il lecchino scala l’organigramma più in fretta del capace.

E, dato che non tutti hanno le capacità di Di Battista (che gode di vita propria), li mettiamo per un po’ sotto i riflettori perchè sono stati fedeli alla linea.

Buon lavoro, Senatrice, sappiamo già che sarà all’altezza del ruolo. (si nota il sarcasmo?)

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