giorno 190 – mi sa che lo stucco non basta….

La nostra Costituzione, ed ormai lo sappiamo, all’articolo 67 recita

Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato.

Come recitava uno spot pubblicitario

Per molti, ma non per tutti

Perchè i parlamentari grillini per essere messi in lista, dopo la farsa delle Parlamentarie (una decina di voti ed eri in posizione potenzialmente eleggibile) hanno dovuto sottoscrivere una sorta di contratto che li vincola ai dettami del partito ed istituisce una struttura centralizzata per la gestione della comunicazione parlamentare.

E non si tratta, come per gli altri, di un ufficio stampa, perchè generalmente quelli sono dei collaboratori del parlamentare, e gestiscono per suo conto il rapporto con i media. Redigono comunicati stampa ed eventualmente chiariscono il loro pensiero. Dove per il loro si intenda quello dei singoli parlamentari o dei gruppi che rappresentano, che per questo prendono dei bei soldi pubblici a parte.
Nel nostro caso, però, questi soldi confluiscono tutti in una struttura gestita, per quanto espresso dal contratto, direttamente da una scelta di Grillo. E casualmente, dopo aver valutato i curricula (si suppone) la affida a Casaleggio. Che al Senato ci piazza Messora.
Il blogger, così si trova d’un tratto dal parlare di cose che non sa, classico del blogging (non mi sottraggo alla critica), al salotto di Paragone, alle consultazioni con Bersani (era seduto dietro Crimi/Lombardi assieme a Casalino, suo omologo per la Camera). Prende appunti? No, controlla per conto dei capi l’operato dei suoi dipendenti parlamentari.
Perchè quando Crimi si dichiarava possibilista nella formazione di un Governo con una certa responsabilità del M5S con un’occhiataccia gli fa notare che non è così….
Intanto getta gli strali dal suo blog personale, riceve le comande dagli uffici milanesi della C&A, le trasmette e le impone ai “suoi” senatori.
E quando qualcuno alza la testa lo redarguisce, parla di chi vuole gioocare al piccolo onorevole e così via.

Insomma, più che la comunicazione del gruppo ne detta la linea, ovvero il contrario di quanto teoricamente ci si dovrebbe aspettare.
Ma i senatori non sono tutti pecorelle mansuete, la maggiorparte delle burrasche (con epurzione annessa) avviene proprio nella Camera Alta. Vuoi vedere che il nostro non sa gestire? Vuoi vedere che loro hanno notato che i loro diritti Costituzionali passano sopra il contratto con Casaleggio?
Quando poi l’Espresso pubblica un’inchiesta sulle spese dei Gruppi e scopre che il m5s non  ha reso pubblici i conteggi (lo farà in ritardo ed in maniera a mio avviso incompleta) la cosa stupisce, e non poco. Perchè teoricamente dovrebbe essere lavoro dell’ “ufficio Stampa” e, dato che Messora (lo pubblica sul suo blog) prende 6000 euro al mese di soldi pubblici ci si aspetterebbe che sia più solerte

http://www.byoblu.com/wp-content/uploads/BustaPagaMessoraAgosto2013.pdf

(la busta paga di Messora)

Ma ovviamente già che ci siamo ne approfitta per dire che la colpa della mancata pubblicazione dei rendiconti grillini nell’inchiesta è perchè il giornalista (che è quello dello scoop sui resort in Costa Rica, che dicono aver querelato, ma che non ha mai ricevuto le querele…) non li ha chiesti. Non doveva, perchè la legge sulla trasparenza prevede che fossero pubblicati su un sito esterno a quello del Senato. Ma per Messora bastava chiederli (mi ricorda i burocrati di “guida galattica per autostoppisti…) anche prchè, guarda caso, non sono stati pubblicati perchè la piattaforma non era pronta…. Minchia! il partito più telematico del Parlamento si incarta sempre sulla tecnologia.
Poi, in un impeto di “se non parlo male del PD” a domanda risponde. Anche Chiara Geloni (che fa altro, è direttore di youdem, testata giornalistica…) prende 6000 euro al mese, ma i suoi sono netti. Beh, a meno che non sia taroccata, la busta che pubblica il Messora lo paghiamo 3700 euro netti, che proprio non sono bruscolini… Curioso poi quel rimborso variabile ad personam che piacerebbe (sono loro quelli degli scontrini) conoscere nel dettaglio, ma non infieriamo.

E dico “lo paghiamo” perchè la busta è intestata “movimento 5 stelle Senato”, quindi sono ufficialmente soldi pubblici che i senatori pagano per farsi mettere la mordacchia da Casaleggio. Cose che capitano solo nel m5s….

Una situazione atipica, infatti c’è chi non la digerisce

“Abbiamo un responsabile della Comunicazione, Claudio Messora, che mette dei post contro dei parlamentari del Movimento. Non mi sembra una cosa normale. In qualsiasi altra azienda avrebbe ricevuto una lettera di richiamo o un licenziamento per giusta causa”. Lo ha detto a “Matrix” (in onda questa sera alle ore 23.15 su Canale 5) il senatore del M5S Lorenzo Battista. “In caso di crisi di governo – aggiunge -, l’alternativa potrebbe essere un governo di scopo, composto da persone di altissimo livello della società civile, che metta mano alla riforma elettorale. Non si può tornare al voto con il porcellum, come sostiene Grillo”.

E lo dice due giorni fa,la nota è da “ilmondo.it,  raccogliendo presto solidarietà (Orellana) e disprezzo (Airola). Nell’ormai nota faida tra aperturisti e talebani. Il guanto di sfida è lanciato.

A giornalettismo, infatti, conferma

Perché è un dipendente del gruppo parlamentare e deve rispondere al gruppo parlamentare. Non può nascondersi dietro il fatto che è stato indicato da Gianroberto Casaleggio. Non può fare delle azioni contro i parlamentari. Non può esprimersi in quel modo. Se fosse stato in una azienda avrebbe già ricevuto una lettera di richiamo.

E Orellana, già scottato dal post sui piccoli onorevoli, rincara la dose parlando di conflitto di interessi perchè più che gli interessi del gruppo, a suo dire, Messora gestirebbe i suoi, “comunicando” tramite il blog personale (spe, non mi è nuova…)

Non mi risulta che Messora abbia ancora risposto alle accuse, il Sacro blogghe parla di altro (il metodo statistico di Pagnoncelli, i commenti di Fico su Mission, i deliri di Becchi). Vedremo chi vincerà la tenzone. Io ho una speranza, ma la logica delle cose dice altro. Casse di tappezzeria con l’etichetta “gruppo misto” dovrebbero essere un indizio, ma forse ho visto male. Ma anche no.

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