giorno 160 – Sempre peggio…

Ora, non è che io sia proprio di primo pelo per quel che riguarda la politica “da tastiera”. Il criceto (e non solo) lo sa, e da tempo mi esorta a farmi una vita reale. Io non lo ascolto e sono ancora qua a discuterne.
Dai forum, a tutti i livelli, utente, moderatore e perfino amministratore ed ora su facebook, il confronto tramite schermo non è una cosa a me del tutto ignote, ma devo ammettere che la degenerazione degli ultimi periodi no l’avevo mai vista. Non che 10 anno fa la cosa fosse lineare e facile, ma le esagerazioni erano limitate. E ciò benchè il clima da stadio fosse, purtroppo, fin dagli albori della “seconda Repubblica” quello tradizionale. Ma c’era tanta gente che ammetteva di no capirne di politica, di non interessarsene.
Poi l’ esagerato, quello immancabile (mi è capitato che con un solo atto di moderazione ricevessi critiche pesanti sia da estrema destra che da estrema sinistra…). Ma almeno, nella media un minimo di confronto c’era sempre. E perfino un latente rispetto, se non proprio per le idee, almeno per le persone che si incrociavano per la rete.

Ora, però, sono arrivati i grillini, e tutto ciò, complice facebook (più immediato di un forum) si è amplificato in maniera esponenziale.
Ormai nella loro paranoia ogni spazio della rete che non sia smaccatamente pro grillo diventa un covo da stanare e distruggere, impossibile parlare serenamente di politica (e di attualità) senza scontrarsi con loro. Ed è così che (dell’antigrillismo mi fregava relativamente) qualche tempo fa mi è capitato di venire insultato pesantemente su una pagina di un web magazine perchè essendo disoccupato DOVEVO votare grillo, avendo frequentato l’ Università (non finita) ero un parassita ed altre cose del genere. Il tutto in un thread che toccava marginalmente la questione politica, sia chiaro.
La persona che proferiva tutto ciò, sia chiaro, lo aveva fatto dopo aver visionato il mio profilo facebook, volutamente tenuto aperto (io sono dell’idea che se ti metti su piazza, benchè virtuale, non abbia senso parlare di privacy, quindi non me ne preoccupo), per cercare appigli per attaccarmi.
E dovevo immaginare che era solo l’inizio. Infatti nel corso dei mesi (o meglio anni) la cosa è diventata quasi impossibile. La propaganda grillina si insinua in posti inspiegabili, perfino nelle pagine social dei videogiochi, addirittura cambiare l’avatar con il logo grillino e spammarne i contenuti fa acquisire punteggi (e c’era in palio una cena con Grillo per l’ “attivista” più attivo).

Ma indomito (pirla….) ho continuato a credere che nella massa critica ci fosse ancora qualche margine per il confronto. Addirittura nelle pagine istituzionali degli esponenti politici pentastellati. Ovviamente così non era, poi il post sugli schizzi di merda ed il degenero… Ormai se non chiudi un commento con W M5S ti chiamano troll (che in gergo web significa altro, ma non importa), ti accusano di essere prezolato. C’è addirittura chi limita la sua partecipazione alle discussioni con post del tipo PDL=PD=WC, dallo spessore politico non indifferente. E poi i “tattici”, quelli che forzano le regole del medium per evitare sanzioni, fino ad arrivare al clone di account, nome ed avatar, per far litigare tra di loro gli avversari grillini. Così come i cloni delle pagine di critica e satira. Gli utenti meno avvezzi o quelli in palese malafede alimentano questi flame e la “reputazione” dell’ “anti” è minata.

Poi c’è la guerra delle segnalazioni, pagine chiuse, account bloccati, perchè una foto in bikini della fidanzata viene segnalata come pornografia, se posti il compleanno del figlioletto pedofilia et cetera. Ovviamente il tutto corroborato (perchè la singola segnalazione non sempre basta) da vere e proprie liste congli elenchi degli account da bloccare, pagine nate con il chiaro intento di organizzare “shit storms” ed altre amenità del genere. E questo mentre nelle “loro” pagine orde di influencer al limite del professionale invitano l’utenza su come comportarsi: “non parlare con tizio perchè è un falso” “caio mette in giro solo gossip e falsità” e cose del genere, tra un post e l’altro, tra una immagine photoshoppata di italiaincrisi ed un articolo di IxR.

Perchè c’è anche quello. Pagine che fino a ieri erano di “controinformazione” (dalla serietà più o meno discutibile) si scoprino grilline. Dalla citata IxR a quelle inneggianti alla libertà di informazione. Perchè ormai non puoi contestare i problemi (che ci sono) del giornalismo se non sei grillino, così come mesi fa, ed ancora oggi, non puoi essere disoccupato e non elettore 5 stelle allo stesso tempo. Grillo ha detto così, il “verbo” è da diffondere.

Ma, nemmeno nelle nostre “case” virtuali abbiamo il sacrosanto diritto di cantarcela e suonarcela tra di noi, perchè presto o tardi arriva il solito commento. “Chi vi paga?”

Ma Grillo ha detto che il troll è quello che non vota per lui, quindi per evitare che mi si sppelli in tal modo, chiudo queste riflessioni nella maniera eticamente (per loro) legale:

W M5S

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