NESSUNA GRAZIA A BERLUSCONI….NON E’ MICA UN ASSASSINO…

Da non credere. Stavo per iniziare un pezzo in cui sostenevo che, nel caso assai improbabile, direi impossibile, di un grazia concessa a Berlusconi sarebbe successo il finimondo che leggo, dal Televideo, che il m5s per bocca di Giarrusso annuncia di essere pronto a chiedere l’impeachment per Napolitano  per attentato alla Costituzione nel caso concedesse la grazia o un qualsiasi atto di clemenza a Berlusconi.. Niente di nuovo sotto il sole d’agosto. Non solo il m5s ma anche la sinistra, i media a loro vicini, insomma, tutto il cucuzzaro progressista farebbe fuoco e fiamme.  Ci mancherebbe, non sia mai. La grazia a Silvio Berlusconi…mi sembra anche giusto. Stiamo parlando di un condannato per frode fiscale. Mica di un condannato per omicidio di un Commissario di polizia e nemmeno di un partigiano condannato all’ergastolo. Vuoi mettere.  Di cosa parlo? Di due grazie concesse a due galantuomini. Cominciamo col ricordare proprio il caso del “partigiano”.. Nel 1978 Pertini concesse la grazia a Mario Toffanin, nome di battaglia «Giacca», che nel 1954 la Corte di Assise di Lucca condannò all’ergastolo (in contumacia, perché Botteghe Oscure riuscì a farlo riparare in Jugoslavia). Quel Toffanin che da capo partigiano della Brigata Osoppo si era aggregato, dandogli manforte, al IX Corpus titino responsabile delle foibe e che fu protagonista della strage di Porzûs. E che oltre all’ergastolo per i fatti di Porzûs avrebbe dovuto scontare anche trent’anni per sequestro di persona, rapina aggravata, estorsione e concorso in omicidio aggravato e continuato. Un criminale fatto e finito, dunque, al quale lo Stato, grazie alla famigerata «legge Mosca», elargiva persino la pensione. Il secondo caso riguarda Ovidio Bompressi. Condannato nel 2000 quale esecutore materiale dell’omicidio del Commissario Calabresi. Nel 2005, il Presidente Ciampi firma la grazia per gravi motivi di salute..(ci dovremmo aspettare lo stesso per Provenzano). Il ministro Castelli si oppone, Ciampi ricorre alla Corte Costituzione e vince. Nel frattempo gli subentra Napolitano che firma la grazia a Bompressi. Era il 31 maggio del 2006. Il giornalista Giampaolo Pansa racconta…

Sei giorni dopo, nella sede dell’Anpi massese, in piazza Mercurio, Bompressi venne festeggiato con calore entusiasta. Nel discorso di saluto, il presidente dell’Anpi definì l’assassino di Calabresi con parole sorprendenti: «Bompressi è un uomo che, per le sue qualità e per le sue attività di solidarietà sociale, deve essere considerato un patrimonio della nostra comunità». 

La festa si concluse con un abbraccio collettivo. Al canto di «Sventola la bandiera rossa». Questo non accadeva nel 1945, bensì appena sei anni fa. L’Italia di oggi è anche così. Perché stupirsi se il 25 Aprile non è la festa di tutti?”

Personalmente non ricordo Grillo sbraitare contro la grazia a Bompressi, forse perché erano gli anni in cui ambiva ad avere la tessera del Pd. Così come non ho memoria di prese di posizione dei politici e di tutto il cucuzzaro della sinistra, contro queste grazie.Sia  per quella concessa dal Presidente “partigiano” al suo “collega” di un tempo, sia per quanto concerne quella al Killer che a sangue freddo “giustiziò” Calabresi. Ma si sa, questo è il paese dei “due pesi e delle due misure”. Strano, però, sempre unidirezionale. Sarà una coincidenza.. 

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