giorno 139.2 – Senato della Repubblica all’ epoca dei grillini

Una mezz’oretta di ascolto su GR Parlamento, con la radio tenuta a debita distanza per preservarla da scatti d’ira improvvisi.

La situazione è la votazione della conversione al Senato del Decreto del Fare. Solito sciorinare di interventi per dichiarazione quando ecco che arriva il grillino. Al solito comincia la sequela di insulti ed accuse, sfora i tempi (che sono contingentati), le viene chiesto più volte di concludere, non lo fa. La Presidenza (retta da Gasparri) si spazientisce e le toglie la parola. Può capitare ed è capitato.

La discussione prosegue, esaurita la prassi, prima di mettere ai voti il decreto il Presidente autorizza per mero atto di cortesia i SENATORI in dissenso ad esprimere la loro intenzione di voto in dissenso, ma, essendo esauriti i tempi per la discussione, limitandosi a quello, senza entrare nel merito.
Comincia CRIMI, ma subito si capisce che sarà una fase lunga e difficoltosa, infatti non esprime il suo voto, ma lamenta che il regolamento prevede che ai senatori in dissenso sia concesso il tempo per esprimerlo (articolo 109). Calderoli fa presente che al Comma 2 si specifica che sono fatte salve circostanze particolari, di cui all’ articolo 55 dello stesso regolamento, che riguarda la contingentazione dei tempi.

A questo punto la questione dovrebbe essere chiusa. ma non dimentichiamoci che stiamo parlando di grillini…

Altri dissenzienti, oltre a CRIMI, che è stato capogruppo, sono AIROLA, BLUNDO, CASTALDI (che introduce un nuovo tema, ovvero le offese a Gasparri per come sta gestendo l’ Aula), SANTANGELO (che lamenta mancanza di democrazia), CIOFFI (che è in dissenso, ma perchè la collega non ha potuto dire come il gruppo voleva votare. Quindi dissenso a che?) MONTEVECCHI, FUCKSIA (chiede di poter parlare comunque perchè altra volte le hanno tolto del tempo che così recupererebbe), PUGLIA (che si scaglia di nuovo contro l’interpretazione del Ragolamento, con foga ed educazione che lo portano ad essere allontanato dall’ Aula) GAETTI (che chiede che si lavori anche lunedì e venerdì se non c’è il tempo), LEZZI (che si dissocia anche dall’ Aula e dlla Presidenza) MOLINARI, MARTELLI (con l’ennesimo richiamo al Regolamento, stoppato dalla Presidenza), MORONESE, NUGNES, PETROCCELLI (tutti e tre in fotocopia a Martelli, con stesso esito).

A questo punto Gasparri legge un estratto di Giunta per i regolamenti che conferma che la sua posizione è quella condivisa dal 1991, e pertanto non accetterà più richiami al regolamento in tal senso.

Interviene poi, o meglio tenta di intervenire, Bondi, ma i grillini ironizzano, fanno casino, una cagnara da asilo mariuccia per cercare di non farlo parlare. E dire che il suo intervento era proprio per far notare che non è che ci stessero facendo una bella figura con quell’atteggiamento. i SENATORI del m5s dimostrano che ha ragione (e persomalmente mi duole dover dar ragione pure a lui… pagherete anche questo, per usare il vostro lessico).

Gli interventi proseguono, più o meno sulla stessa falsariga, DONNO, BOTTICI (che pure è Questore, ma il grillismo militante supera ogni cosa), MARTON (addirittura dice che Gasparri sta uccidendo la dignità dell’ Aula), BERTOLOTTA, MORRA (che da bravo capogruppo è assente, benchè iscritto a parlare) ed infine BULGARELLI.

Quindi un totale di 23, quasi la metà del gruppo in dissenso dal gruppo… sembrerebbe che siano più spaccati del PD, ma c’è da fare un piccolo distinguo. I grillini in dissenso votano contro, mentre il gruppo si astiene. All’atto pratico, da regolamento, al Senato l’astensione equivale al voto contrario. Quindi un dissenso solo di facciata. Ma più che il voto in dissenso il problema era che costoro volevano parlare ognuno per 10 minuti, ovvero portare una fittizia votazione in dissenso 3 ore avanti. Solo per perdere tempo.
Purtroppo però una mezz’oretta si è riuscita comunque a perderla, ma la dilazione è proseguita, ad una votazione propedeutica i grillini chiedono la votazione di controprova, ottenuta. poi chiedono la verifica del sostegno elettronico, ottenuta anche questa, altri 5 minuti…
finalmente il voto. Il Senato approva tra gli applausi polemici dei Grillini. Tra l’altro gli astenuti sono 2, non 27 (Crimi aveva detto che il gruppo si sarebbe astenuto, smentito ancora una volta)

L’ordine del giorno dei lavori prevede poi la discussione del decreto ILVA. I grillini continuano a fare casino durante l’illustrazione dei relatori, fino a che Gasparri non è costretto a chiedere a chi non è interessato almeno a fare silenzio per chi lo sia…
I relatori spiegano il provvedimento, poi si procede a dichiarazioni di fine seduta, in ateesa che i lavori riprendano nel pomeriggio.
Ci si potrebbe aspettare che i grillini, a questo punto abbiano finito, ma c’è ancora un piccolo particolare. Non a caso prende la parola SCIBONA sulla riunione di ieri, aveva dei conti da regolare con Esposito del PD, e non ha perso occasione, ovviamente senza dare possibilità di replica al “nemico storico”. I due, infatti sono su fronti contrapposti sul territorio da tempo, soprattutto per le posizioni sul TAV. Ma se vi staate reciprocamente sulle balle, in tutta franchezza, agli italiani frega poco….

Alle 16.00 i lavori riprendono, nel frattempo il blogghe potrà inventare che Gasparri è il peggiore presidente del mondo. Ma intanto deve far esaurire la carica d’ odio fomentata stamane contro Boldrini, di cui parleremo in altro post.

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