UN RIVOLUZIONARIO A PORTO CERVO

 Di Doria Berrutti

Stamani ho aperto questa pagina http://t.co/OfeuSsh0DT ed mi sono ritrovata davanti la foto di lui, l’ineffabile Beppe nostro. E’ lì seduto sulla moto, pronto a partire e finalmente ho capito: Beppe nostro crede, sente di essere il Che. Lui che è della mia stessa generazione le rivoluzioni non le ha fatte, le ha viste fare, lui all’epoca non ha avuto la possibilità di guidare nessun gruppo, e poi magari non ne era in grado. Nel 1968 troppo giovane, nel 1977 davanti a lui magari c’era gente più preparata. Finalmente è arrivato il suo momento, il “borghese piccolo piccolo” può usare gli scontenti e diciamolo, ignoranti d’Italia. Finalmente la sua rivoluzione, fatta urlando, offendendo, magari non avendo letto niente di rivoluzione, ma tenendo un paese in ostaggio. Ma chi è il Che in confronto a lui? anche la moto è più bella. Caro Beppe, stai ottenendo ciò che volevi? Penso di sì, nel tuo mondo autoreferenziale hai il potere assoluto, ma in realtà t’interessa qualcosa di quei poveracci che stai usando? Su quella moto dici tutto, vuoi giocare al giovane rivoluzionario, in realtà sei solo un quaquaraquà, un omuncolo, circondato da poveri illusi che non vedono il re nudo.Vali poco e poco durerai, spero, lascerai i tuoi adoranti schiavi ad urlare al posto tuo, lentamente troveranno altri idoli.Vai su quella moto, a proposito non ho mai visto un rivoluzionario a Porto Cervo,lo vedi che ho ragione: sei un borghese piccolo piccolo, e non è un complimento. Del tuo amico Casaleggio ne riparleremo, scommettiamo che ti pianta alla prima occasione?

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