giorno 133 – scenario paradossale

Immaginiamo lo scenario: Grillo ha deciso che il suo tempo è passato, non potendosi candidare perchè il suo Statuto non lo consente (tecnicamente è un pregiudicato), quindi torna, come promesso, a fare il suo lavoro di attora. Scrive uno spettacolo che non c’entra nulla con la politica e lo porta sulle scene.

MA contrariamente a quanto si dice potrebbe accadere, anzichè a Casaleggio, rimette il mandato di leader e presidente ad un soggetto nuovo per il m5s. Indice un congresso web tra tutti gli iscritti, non solo gli attivisti accreditati, perchè su quel metodo ci sono troppi dubbi e perplessità. Dal Web i singoli MU esprimono dei delegati regionali, che si riuniscono, questa volta fisicamente in un salone ed eleggono presidente, segretario politico, tesoriere e le altre cariche interne. Casaleggio non si candida perchè intanto sta cercando di risolvere le sue beghe (dopo la fine della collaborazione con Mauri Spagnol anche il suo ruolo, perse armi di propaganda fondamentali, viene ridimensionato. Alla base delle teorie millenaristiche non importa più nulla, qualcosa si deve pur fare.
Tralasciando i nomi dei singoli componenti del direttivo (si favoleggia…) ora c’è una linea politica da seguire. Certo, dopo che l’ala talebana ha abbandonato il partito, perchè messa in minoranza dalla mancanza dei riferimenti che li tenevano in piedi. Così Lombardi, Di Battista, Morra (ed altri) tornano a fare il loro lavoro precedente, perchè non c’è più un vate da glorificare, e politicamente il loro peso è quello che è.
Linea politica, si diceva. Quella delle origini, i valori fondativi, le vere 5 stelle. Che fare? Non c’è più il ricatto eterodiretto dell’aventinismo ad oltranza, si torna a fare la spina nel fianco ai malgoverni. MA, ed è qui la novità, si riconoscono anche i Buongoverni (perchè non c’è più un Grillo che vuole spalare il letame, un Casaleggio che prevede scontri di piazza e quant’altro). Si lavora quindi Assieme ai partiti ed ai loro leader, che non si vedono più storpiati i nomi da un blog che, a questo punto, perde di significato. Perfino i toni della comunicazione si fanno più soft, anche un po’ rispettosi.
Il blog stesso serve sempre meno a questo punto, la comunicazione si fa direttamente con i fatti. Il link viene rimosso dal simbolo, che comunque non è più di proprietà di un soggetto fisico, ma del Congresso.
Alle elezioni il risultato elettorale è di tutto rispetto, ed i grillini accettano di entrare a far parte di un Governo, diventando, per la prima volta nella Storia, Ministri in alcuni dicasteri a loro più cari. Collaborano (perchè non si può fare altrimenti) con il resto della Maggioranza, finalmente per il vero progresso del Paese e non per stimolare gli interessi di un capetto un po’ burbero.
Il loro intervento congiunto, di forza finalmente di lotta e di Governo si sente, perchè in aula sono attenti a sbugiardare le magagne ed il malaffare. Il filtro è stretto.
Ed il Paese funziona. Ed i valori grillini (che ricordiamo all’inizio erano quelli di scremare la buona politica, non a caso davano il “bollino” alle Amministrazioni che funzionavano, a prescindere dal colore politico che le reggeva, vero Puppato?) sono conservati.

Sarebbe bello, vero? Se poi aggiungiamo che con la parte residua della base si tornerà a ragionare, e non solo a scontrarsi, perfino nei rapporti interpersonali ci saranno dei miglioramenti. Non capiterà più che “no, in quel locale non ci vado perchè è pieno di grillini” ed altre cose del genere che purtroppo ora capitano.

Si, sarebbe bello, ma basta un’Alka Seltzer e tutto svanisce in un attimo. Il blogghe continua le sue fanfare di propaganda, la base è tenute regolarmente incazzata per cliccarlo, i “cittadini” il loro scriteriato ostruzionismo fine a se stesso…

Morale? I peperoni in Bagna Caoda sono buoni, ma alla sera forse è meglio evitarli.

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