PIERO GRASSO CONTESTATO A PALERMO. SI SAPEVA.

Come era lecito aspettarsi, il Presidente del Senato, Piero Grasso, è stato contestato a Palermo, in Via D’Amelio, in occasione della sua visita per commemorare Paolo Borsellino. A contestarlo sono stati gli aderenti a “l’Agenda Rossa”. Dopo aver visto e letto le critiche dei grullini, a cominciare dal grande capo..Grullo Urlante, nei confronti di Grasso, sia in aula che, in rete, non mi aspettavo nulla di diverso. Purtroppo, mi sembra un film già visto. Almeno in parte. Mi riferisco a Giovanni Falcone e, alle accuse, calunnie, diffamazioni a cui andò in contro. Sia prima ma, soprattutto dopo che accettò l’incarico offertogli dal Ministro Martelli.  Grasso, fra tutti i magistrati che ho avuto modo di sentire, è quello che più si avvicina al “metodo” Falcone. Ovvero, non indagare nessuno se non si è certi al 1000×1000 della bontà delle prove. Questo, sia a tutela dell’azione giudiziaria, onde evitare che per un cavillo possa essere sconfitta sia, per il rispetto dovuto alla persona e, alla sua dignità di uomo. Questo modo di operare di Falcone portò L. Orlando ad accusarlo di voler proteggere i politici in odore di mafia. Accuse, quelle di voler coprire qualcuno che, il coniglio-diffamatore-Travaglio, ha mosso anche nei confronti di Grasso. Ed è proprio a causa di Travaglio se oggi Piero Grasso viene contestato. Il diffamatore non gli ha mai perdonato i complimenti che fece al Governo Berlusconi per la lotta alla mafia. Non sia mai..come fa ad elogiare Berlusconi? Senza contare che Grasso ebbe il posto che, secondo  molti, spettava a Caselli, nomina che gli viene ancora contestata da più parti. Da Travaglio ai grillini il passo è breve, per cui ogni scusa è buona per mettere in cattiva luce il Presidente del Senato. Hanno fatto circolare il video nel quale Grasso chiede a Morra di non citare Napolitano..vi lascio immaginare i commenti degli adepti. Ora, sappiamo tutti dove voleva arrivare Morra, che non si sarebbe trattato di una “citazione” ma, bensì, di una serie di critiche, come, in effetti, è poi avvenuto. Grasso, in quel caso, visto la sua esperienza, a cercato solo di prevenire quelle che sarebbero state parole offensive indirizzate al  Capo dello Stato. Ma i grillini, hanno preso la palla al balzo per fare il solito vittimismo e gridare alla censura.  Il modo migliore per rispettare la memoria di Falcone e Borsellino, non è quello di fare delle manifestazioni, dove si fa solo della speculazione, anche economica, come abbiamo visto nel caso della vendita di queste agende rosse. Ma, è quello di rispettare il pensieri di questi uomini, di seguire l’esempio che davano in vita e, non di “usarli” per il loro sporco tornaconto politico.-giornalistico-affaristico etc..C’è una frase di Giovanni Falcone, una frase che contrasta nella maniera più totale dal giustizialismo di persone come Grillo e Travaglio…Falcone diceva:  ”La cultura del sospetto non è l’anticamera della verità, è l’anticamera del khomeinismo”. Ditemi se questo pensiero di Falcone si addice alle continue insinuazioni, mistificazioni, calunnie, diffamazioni etc, che Grillo, i grillini e Travaglio portano avanti da sempre. Ora, tocca a Piero Grasso, essere vittima di questa vergognosa macchina del fango.

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