giorno 127 – Rivoglio Claudio Villa

C’era una volta il festival di Sanremo. E rappresentava la summa della musica Italiana. I cantanti dell’epoca si esibivano, venivano valutati da una giuria di esperti ed il vincitore generalmente dimostrava poi nei fatti, ovvero vendite di dischi, il suovalore e che la scelta della giuria non era errato. Probabilmente senza il Festival i vari Modugno, Villa, Barbarossa, Ruggeri sarebbero usciti lo stesso, perchè la loro qualità prescindeva comunque dalla loro partecipazione, e vittoria nella kermesse, ma indubbiamente per alcuni di loro Sanremo è stato un trampolino di lancio. Certo, ci sono stati anche dei clamorosi errori (Zucchero e Vasco Rossi tra i più famosi), non riconosciuti, è normale, ma nella media i piazzati del Festival si sono dimostrati tra l’eccellenza canora.
Poi arrivò l’epoca “moderna”, quella del televoto da casa, e la situazione è drammaticamente cambiata. Nelle ultime edizioni, infatti, non è più il più bravo a vincere, ma quello che piace di più alla ggente che telefona da casa, quello riconosciuto dai ragazzini perchè ha partecipato ai talent show, quello che all’epoca va di moda. Non a caso da Marco Carta in avanti chi vince Sanremo non dura più di un battito d’ali. Addirittura Povia ha avuto l’onore di vincerlo, e basterebbe questo…

I talent, quindi, ed il televoto hanno stravolto la tradizione (non si affannino i detrattori, non voglio fare, anche perchè non ne ho tutti gli strumenti, un’analisi musicologica, ne’ una critica tecnica).

 

Talent in cui i vari Valerio Scanu ed Emma si affannano per mesi a dimostrare di farsi amare e televotare. Anche a costo, ed è ben chiaro oltre che più volte spiegato, di truccare il televoto affittando perfino dei call center per pilotare il consenso. E’ capitato, è stato sgamato, ma tecnicamente è impossibile impedire che azioni del genere continuino ad essere messe in opera. Se poi aggiungiamo che buona parte della fama dell’ “artista” deriva dal “coach”, che è anche lui attore del talent (alzi la mano chi si ricordava di Morgan prima di X-Factor), la frittata è fatta.

 

Questa lunga ed imprecisa premessa per spiegare la situazione parlamentare attuale, come a Sanremo, in Camera e Senato il Movimento ha portato il televoto, nella forma delle ben note “parlamentarie”.

Il candidato grillino non doveva essere il più bravo, ma il più “piacioso”, anche utilizzando i social media per promuovere la propria persona (l’ ex Mastrangeli, che si vantava di essere influencer h24 per il m5s). Anche sfruttando una certa notorietà nell’orbita casalgrillina (vedi Di Battista, autore per Casaleggio e Ghost writer nel blog). I criteri di scrematura continuano ad essere ignoti, le selezioni sono avvenute via internet e con poche decine di voti il piazzamento in lista è stato assicurato. Addirittura con meno di 100 click si è arrivati in posizione sicuramente eleggibile.

 

Eppure anche nelle Parlamentarie, come si addice ad ogni televoto che si rispetti, si sono instillati sospetti e dubbi: tra accreditamenti mai arrivati, iscrizioni di dubbia provenienza, candidature improbabili (Fico che sposta la residenza in Campania pare dopo la composizione della lista, la fidanzata che in Inghilterra si dice non fosse conosciuta come attivista grillina) e presunte irregolarità (Mangili che sarebbe stata aiutata dal marito, consigliere comunale, Bono che avrebbe spinto “i suoi”, addirittura pare alcune raccolte sospette di documenti per accreditare elettori), notorietà “di famiglia” (Cancelleri sorella di quello dell’ ARS, Iannuzzi e mammà, per citarne solo i più noti). Ma ciò non ha fermato la macchina grillina.

Ed infatti 163 “voluti dalla gente” sono in Parlamento. Solo che tra loro, almeno fin’ora, non mi pare ci sia un Marco Mengoni (uscito si dai talent, ma tra lui e Scanu…)

Ora il “coach” Casaleggio dice che vorrebbe, di fatto esportare il modello nell’interezza della politica, perchè la democrazia deve essere “diretta” e non più “rappresentativa”…

Ma siamo sicuri che Marco Carta sia paragonabile a Domenico Modugno? Senza dimenticare che storicamente il più famoso “televoto” della Storia (tra decine di virgolette), salvò un certo BARABBA.

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