CALDEROLI ALLA GOGNA…GLI ALTRI INVECE..

Da giorni stiamo assistendo ad un linciaggio politico-mediatico nei confronti di Roberto Calderoli, culminato con l’indagine aperta a suo carico dalla Procura di Bergamo. Ora, fermo restando che le parole di Calderoli nei confronti della Kyenge sono state sicuramente offensive e volgari,  in questa vicenda c’è qualcosa che non mi quadra. A cosa è dovuto tutto questo clamore? Alle accuse rivolte ad un ministro? Ad una donna? O, come sembra, ad una persona “nera”? Perché, se fosse vera quest’ultima opzione, ci troveremmo di fronte ad un “razzismo” all’incontrario. Nel senso che si può insultare un ministro, una donna ma, non una persona di pelle nera. Gli esempi di insulti ad esponenti di governo “bianchi”, in questi ultimi anni, non mancano..per non parlare degli insulti ben più pesanti rivolti ad alcune donne. Si dice, ma Calderoli è vice Presidente del Senato, rappresenta le istituzioni, anche quando non è in Parlamento. Vero, ma questa “regola” deve valere sempre e, per tutti. Abbiamo, però, un vice presidente della Camera, il grillino Di Maio, il quale, pochi giorni fa, rispose in modo arrogante alla Boldrini che, lo aveva esortato a riportare la calma tra i suoi deputati che impedivano, con applausi e schiamazzi, di poter continuare i lavori della Camera “E’ lei che presiede l’aula”, questa la risposta di Di Maio. Inoltre, da settimane, rilascia interviste e partecipa a delle manifestazioni di piazza sostenendo che Governo e maggioranza sono intenti a preparare un golpe istituzionale, volendo cambiare l’art.138 della Costituzione. Mi sembra alquanto bizzarro che, ad un rappresentante delle istituzioni, sia concesso di parlare di golpe in arrivo, senza che nessuno dica niente.  C’è, poi, la famosa decisione della magistratura, la quale, dopo che un demente lanciò un treppiedi a Berlusconi mentre passeggiava per le vie di Roma, ferendolo al collo, disse che l’autore del gesto non poteva essere accusato di “attentato agli organi dello Stato” in quanto, in quel momento, Berlusconi “non stava esercitando la funzione di Premier” ma, era impegnato in vicende private. Quindi, Calderoli era vice presidente del Senato anche mentre stava tenendo un comizio; Di Maio può dire tutto quello che vuole e, Berlusconi, era presidente del Consiglio ad intermittenza. Tutto molto comodo, non c’è che dire.

 

Annunci