L’ARTE DELLA DISINFORMAZIONE

C’è un’arte dove Grillo e i grullini sono maestri: nel disinformare gli italiani. Come nel caso del ddl sulla incompatibilità, presentato da una ventina di parlamentari del Pd. Ma facciamo un piccolo passo indietro. Nel ’94 Berlusconi si presenta e, vince le elezioni. La sua posizione, di imprenditore che usufruisce di Concessioni dello Stato viene vagliata dalla Giunta competente, Berlusconi, che aveva in precedenza lasciato ogni carica direttiva all’interno dell’azienda, viene dichiarato eleggibile e, con lui,  anche Vittorio Cecchi Gori, eletto nelle fila del Ppi.  La medesima situazione si ripresenterà nel 1996, con Gori stavolta eletto nella coalizione di Prodi. Nel 2001 Gori non viene rieletto e, lascia la politica. Questo, per dire, come la vicenda della ineggibilità di Berlusconi sia un po’ più complicata di come alcuni, in malafede, la descrivono. Mi spiego. Se il centrosinistra candita Gori, che è nelle medesime condizioni del Cavaliere, implicitamente ammette che è eleggibile, non avrebbe avuto senso candidare Gori per, poi, dichiararlo ineleggibile al pari di Berlusconi. Ora, a prescindere da ciò che dice la legge 361 del 1957, che si presta a diverse valutazioni, la sinistra si è trovata incastrata dall’aver candidato Gori. Infatti, sarebbe stato alquanto ridicolo dire, per esempio, “siccome Gori non è più in Parlamento, anche Berlusconi non deve starci”. Quindi, volenti o nolenti, sono stati sempre “costretti”  a votare per il leader del Pdl. Ma, torniamo al ddl Mucchetti-Zanda. Grillo ha detto che si tratta di una proposta per salvare Berlusconi..alla faccia.. e se non lo volevano salvare? Gli sparavano?  Questo ddl contiene un elemento chiave.. ”la situazione di coloro che risultano avere il controllo o l’esercizio di un’influenza dominante su una società”. Ovvero, ciò che manca nella legge attuale che, parla solo di titolari o rappresentanti legali. Ora, tutti sappiamo che la famiglia Berlusconi  controlla Mediaset, ma, posseggono “solo” il 43%(o 47) delle azioni. Ma,si può affermare, con assoluta certezza, che siano anche i proprietari assoluti? E se un gruppo di imprenditori decidesse di acquistare la maggioranza delle azioni presente sul mercato? I berlusconi finirebbero in minoranza. Questo è il punto della discordia, che fa “litigare” anche i Costituzionalisti, che, in teoria, dovrebbero essere i più qualificati ad analizzare la situazione.  Con quella norma contenuta nel ddl non ci sarebbero più dubbi. In quanto si fa riferimento anche “al controllo e all’influenza dominante”.. in poche parole, un membro della famiglia Berlusconi che, vorrebbe fare politica, dovrebbe vendere le sue quote. E li dovrebbe vendere a persone che non facciano parte della famiglia e, nemmeno, a dei dirigenti  Mediaset (tipo Confalonieri). Ditemi se vi sembra una legge pro-Silvio. Anzi, considerando i suoi guai giudiziari, la sua età e, il tempo per l’eventuale approvazione, mi sembra una proposta contro, eventualmente, Marina Berlusconi. Un modo, questo, per non ricadere nello stesso equivoco di questi 19 anni. Però, per Grillo, si tratta di un favore al Cavaliere, di un inciucio di proporzioni galattiche, della consacrazione di un’alleanza mascherata da opposizione… Ma, sappiamo, anche, che Grillo e i grillini, sono allergici alla verità

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