giorno 115.4 – Il criceto torna all’opera.

Tra una ripetizione e l’altra dei post della settimana, oggi il blogghe dice poco. Ma è domenica, e Peppe è in Sardegna, mentre i suoi, probabilmente, sono ancora stanchi per la gita sociale visita nella terra dei fuochi. L’unico articolo degno di nota, ma ne vale la pena, è

LOTTA DI CASTA

Al criceto l’onere di rileggerlo, come solo lui sa fare…

Apriamo la gabbietta, quindi, fuoco alle polveri:

Una classe sociale secondo Marx è un insieme di individui con lo stesso rapporto con i mezzi di produzione.

[dimostrazione che i grillini ogni tanto leggono un libro. Quando dimostreranno anche di averlo capito, allora sarà un passo in avanti]
La lotta di classe è di solito attribuita a un conflitto tra proletari contro capitalisti e borghesia.

[OK, ci vantiamo di essere moderni, di voler superare il concetto di destra e sinistra, e poi…]

La lotta di classe è stata sostituita dalla lotta di casta, o meglio dalla lotta tra chi produce ricchezza, servizi sociali e i ceti parassitari, le caste.
[ah… ecco, che mi credevo… si comincia a fare sul serio?]
Il confronto non è semplice, netto come in passato: proletariato contro capitale, ma a macchia di leopardo.
[potevi fare il figo, dire “macchia di giaguaro”, occasione persa, decine di “chitipaga, il piddimenoelle” persi]
Le caste sono infatti ovunque intorno a noi.
[anche Ca$Taleggio, andando avanti scopriremo il perchè]
Sono il colesterolo nelle vene e nelle arterie della Nazione.

[scrisse quello che faceva la reclame allo Yoghurt. Nostalgia?]

Le caste sono unite tra loro e formano un corpo immenso, un super blocco sociale, che annulla qualunque spinta al cambiamento.

[ognuna nel suo ambito di competenza, il web?]

Un muro di gomma bulimico che si alimenta con un aumento delle imposte, dei bolli, dei balzelli.
[Questa storia delle marche da bollo non ti è proprio andata giù, vero? Eppure hai scoperto che l’aumento dell’accisa serve a qualcosa… ma critichi quello (l’expo, ma dimenticando la ricostruzione de L’Aquila, ovviamente)]
Lo Stato-Casta discute solo di tasse, di IMU, di IVA, di IRES, di IRPEF, temi che hanno ormai assorbito ogni spazio della comunicazione politica.
[beh, che poi sarebbero le tasse, di cosa dovrebbe discutere? Della partita della Nazionale? No, di quella no, che Travaglio tifa contro per principio…]
Travasi di sangue da chi produce a chi sperpera per tenerlo in vita.
[questa non l’ho capita, ma dato che è un’immagine truce, di sicuro piace al grillino]
Il potere delle caste non deriva dal controllo dei mezzi di produzione, ma da quello dei mezzi di informazione.
[E qui ti volevo: Beppegrillo.it – Il Fatto Quotidiano cartaceo – Il Fatto Quotidiano web – Cadoinpiedi – TzeTze – Adagio (la casa editrice che ha “prodotto” il libro di Di Battista) – Chiarelettere… più tutta una serie di siti di “informazione libera”… Dillo che il problema è solo che la tua casta è più piccola e non ne parliamo più]
Senza le menzogne quotidiane le caste sarebbero nude, visibili nella loro arroganza e inutilità.

[quotidianamente le vostre vengono sbugiardate, ma chi lo fa è un troll in malafede pagato dal piddimenoelle…]
Chi le mantiene in vita con immensi sacrifici quotidiani scenderebbe in piazza come in piazza Tahrir in Egitto o in piazza Taksim in Turchia.
[per i distratti, in Egitto è in atto un COLPO DI STATO MILITARE, fomentato dagli stessi che hanno voluto le elezioni LIBERE da cui è uscito il nome di Morsi. Chi mantiene in vita il blogghe, con i suoi click dovrebbe scendere in Piazza? All’ultimo raduno dei catenari erano in 18 (avevano chiesto l’autorizzazione per 20, VENTI, non ventimila!)
Ovunque ci sia un ceto parassitario, lì c’è una casta che difende con le unghie e coi denti i suoi privilegi.
[E non sbagli, basti vedere i tuoi fedeli che ti difendono anche oggi, che è palese che non sei andato al Quirinale perchè in ferie]
La casta politica, la casta dei giornali, la casta della burocrazia, la casta della pubblica amministrazione centrale, la casta degli enti inutili, la casta delle aziende partecipate, la casta dei concessionari, la casta delle pensioni d’oro.
[sempre omettendo la Ca$Taleggio e Associati]
Infinite caste che stritolano il cittadino come un serpente boa.
[solita scena apocalittica, che fa tanta presa, ma non dice nulla di importante]
Le caste italiane sono come un parassita che uccide l’organismo che lo ospita, indifferente al fatto che così condannerà anche sé stesso.
[ok, ora è più chiaro….]
La lotta contro le caste è la vera lotta politica: sottrarre il potere a chi lo esercita per perpetuare sé stesso e la propria posizione di dominio.
[AHAHA!!!! Posizione di dominio, come nel m5s dove tutto passa dal “dominio” beppegrillo.it Hop, click, Din!]
L’Italia è una foresta pietrificata dove nulla deve cambiare e, se cambia, avviene solo in apparenza, per salvare le forme “democratiche” e mantenere tutto inalterato.
[quindi anche la spinta “innovativa” del tuo partito è una ciulata? O tutti o nessuno…]
Immobile. Immutabile. Chi abita nella foresta può fare sentire la sua voce, una voce che verrà in apparenza accolta, per farlo sentire libero, ma mai ascoltata.
[come Tarzan, o come le “scimmie” che scrivono post del genere che, non firmato, tecnicamente è come se fosse scritto da Grillo (anche se il sito è registrato da un terzo…)

 

Ma la perla del giorno, il merdone, è nell’appanaggio di Marino Mastrangeli, Bruce Lee de noantri, come si è autodefinito all’epoca della sua cacciata. Su Facebook scrive:

Sono stato nominato ufficialmente “cacciatore di pianisti”. Perfino Calderoli, quando chiedo la parola, mi chiede “senatore, ha visto qualche doppia mano”?

Caro Jackie Chan (perchè non mi ricordo che Bruce Lee abbia mai fatto dei western), non sparare ne’ sul pianista, ne’ cazzatre del genere. anche perchè Calderoli, fine uomo di Lettere, se ti fa quella domanda ti sta pigliando in giro! E tu te ne vanti pure….
Certo, ma lui (lo cito) è grillino dentro, e lo resta anche ora che è stato cacciato dal gruppo. Non a caso sfoggia la coccarda pentastellata con atroce impunità.

Annunci