giorno 93 – Romagna mia…..

Non mi sono capito, non l’ho mai detto, le cavallette…. Ormai quando si parla di inceneritore di Parma il sindaco grillino Pizzaballa ripete a macchinetta le frasette preconfezionate. Peccato che il fatto che l’inceneritore non sarebbe mai partito, oltre ad averlo detto in campagna elettorale, è stato ribadito anche ad elezioni chiuse. Vero, non fu Pizzarotti a dirlo, ma addirittura Grillo, che nella manifestazine “dies iren” disse che prima di accendere il forno si sarebbe dovuti passare sul corpo di Federico (Pizzarotti, nota del criceto).

Infatti, ed è il Fatto Quotidiano a riportarlo, viene pesantemente contestato dalla piazza “no termo”, con le stesse frasi che i grillini generalmente dedicano alla casta: “buffone”, “vattene”, perchè il suo comportamento è quello che alla casta viene da sempre criticato, ovvero disattendere le promesse elettorali. Solo che questa volta sono state fatte in pompa Magna, sull’inceneritore hai basato l’elezione e scoprire che l’accensione è sospesa per merito del tuo avversario (ma l’inceneritore è pressochè operativo) è uno smacco soprattutto per chi ha votato il primo cittadino pentastellato della storia Patria.

 

E se il tema primario è venuto meno, che dire dello sciopero che i lavoratori comunali hanno indetto ad amplissima maggioranza per protestare contro le scelte grilline di ridurre le indennità per i lavoratori comunali (anche la polizia municipale si è vista eliminare l’indenità di rischio per i turni notturni)? Che se almeno si riaggiustassero i conti municipali andrebbe pure bene, mentre in realtà il taglio del deficit non è strutturale ma legato a svendite e fallimenti di municipalizzate. Quindi quello che oggi è un aggiustamento dei conti, il prossimo anno sarà mancati incassi, quindi da capo a dodici.

Se si votasse domani il criceto ha come l’impressione che raggiungere le percentuali siciliane degli scorsi giorni sarà davvero un successo. Con o senza astenuti, ovviamente.

Ma l’ Emilia Romagna regala altre soddisfazioni per i grillini, infatti Adele Gambaro è stata colà eletta, e la querelle sulla sua eventuale, probabile, possibile, espulsione o meno apre un dibattito impensabile al m5s, più di un parlamentare annuncia possibilità di dissenso formale, si parla addirittura della preparazione di uno Statuto pwer un gruppo autonomo. Addirittura gira la voce che Grillo potrebbe riprendersi il marchio, dato che è di sua proprietà. Restano Crimi e Morra, ufficialmente irremovibili. Crimi si appresta a segnalare che sono lui ed il suo successore ad aver preso l’iniziativa di proporre la fatwa. Staremo a vedere.

Dall’ Emilia Romagna arriva anche, ormai lo sanno tutti, Federica Salsi che sul suo blog ricostruisce la nascita dei meetup grillini, spiegando come sia un’iniziativa nata a tavolino negli uffici di Casaleggio, con uomini di Casaleggio che li controllano. Da un’azienda di marketing che tipo di iniziativa politica può venire fuori? La chiamata dei fatti dimostra che l’opzione politica in effetti è scarsa, ma i ritorni economici sono importanti, benchè (il masso che andrebbe scalfitto) misteriosi. L’indirizzo internet del blog di Grillo campeggia sul simbolo elettorale, il m5s da quella sponsorizzazione non guadagna nemmeno un centesimo, il sito è formalmente “sede” del m5s, ma il banner per i found raising sono a pagamento… Credo sia il primo caso in cui si paga per avere una sponsorizzazione. Miracoli pentasiderali.

Ma per chiudere il capitolo emiliano romagnolo ed aprire quello dell’odio, ancora oggi, ed ormai abbiamo superato la decina di volte, uno dei post del blog riguarda lo spezzone dell’intervista a Floris realizzata da Pattacini (iscritto dal tempo degli “amici di Beppe Grillo” bolognesi e noto per le interviste ai politici dietro pagamento) e prodotta da nik il nero (che campa di stipendio pubblico, essendo responsabile della comunicazione dei gruppi parlamentari e da loro per questo stipendiato). Dei 9 minuti (di figuraccia da parte dell’intervistatore) ne tagliamo pochi secondi e gridiamo allo scandalo perchè Floris ammette di prendere 500.000 euro l’anno. Sull’intervista ho già scritto più volte, ma curioso che anche questa notizia abbia la stessa estrazione geografica.

E Nik il nero è il marito della grillina che (a leggere i grilloleaks) avrebbe organizzato la crociata web che ha portato all’espulsione di Favia e Salsi. Della Salsi abbiamo già detto, ovviamente il partito dell’ammore non poteva dimenticare il collega. Infatti Bugani (che per lacosa, disponibile come sottodominio del sito di Grillo, cura una controrassegna stampa settimanale) ne traccia un ritratto poco lusinghiero ad uso e consumo del blog. Ormai perfino alcuni grillini puri commentano che è fuori da tempo, quindi non ha senso continuare a parlarne, ma il Bugani, già noto per il cortese gesto di aver lasciato (e la cacciata ancora non era avvenuta) fisicamente sola Federica Salsi in Consiglio Comunale, spostandosi (assieme a Piazza) quando l’epuranda prendeva la parola. Signorilità che solo per i grillini va premiata…

“Certe persone non meriterebbero alcuna attenzione, ma purtroppo questo personaggio (spalleggiato da alcuni presentatori e giornalisti che continuano a dargli spazio) è instancabile nel suo tentativo di denigrare Beppe Grillo, le persone che credono in lui e il M5S in generale. Questo ci costringe nostro malgrado a farvi capire meglio la totale incoerenza che accompagna il suo livore e le sue finte battaglie. Favia, dopo essere stato messo come capolista da Ingroia in 3 circoscrizioni (ma come? e la democrazia diretta?), aveva promesso che a maggio 2013 si sarebbe dimesso da consigliere regionale. Oggi siamo a metà giugno e Favia ancora non molla la poltrona.” Max Bugani, consigliere comunale M5S Bologna

he senso ha un post del genere se non tenere alto il livello di incazzatura per evitare di guardarsi in casa?

Almeno nella fatwa odierna contro skytg24, cui va la dedica di stasera, si parla di Mastrangeli, che continua ad andare in televisione con le insegne del m5s e parla come se fosse ancora iscritto al gruppo.

Insulti a Paola Saluzzi, all’antenna che ti seguiva in escusiva durante il tour per le politiche, e -ovviamente per Mastrangeli.

Poco importa che, avendo impugnato per quanto possibile l’espulsione, si ritiene ancora iscrittoal partiito di Grillo, ora i simpatizzanti (viene faticoso, a leggere certi commenti definirli elettori) si accorgono che è un (cito) deficiente, per citare uno dei più educati. Ora Grillo dovrebbe querelare per diffamazione lui e Sky per averlo ospitato. E si potrebbe riaprire il dibattito sulle querele, ma lasciamo perdere.

Per fortuna che, pur lamentandosi per la vicenda e prendendo le parti, ovviamente di Grillo, c’è chi fa notare che Paola Saluzzi ha un b-side di tutto rispetto, che dovrebbe valorizzare di più in televisione.

Altro colpo di stile a 5 stelle.

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