giorno 92 – senato amaro

rientrando a casa stasera ascoltavo Radio Radicale. C’era la diretta delle operazioni di voto di una legge sui rifiuti (presumo) di Palermo. Ma la cosa interessante non è tanto l’argomento, ma il fatto che dovrebbe essere stata proposta dai m5s. Il che, già da solo rappresenterebbe una cosa di cui vantarsi. E, se on fosse comunque stato per i grillini in aula, probabilmente avrei cambiato canale. Ma era troppo divertente ascoltare i loro interventi tra una votazione e l’altra. Oltre a chiedere il voto elettronico ogni volta, infatti si sperticavano a far notare che “nella penultima fila c’era un Senatore con le mani in due buche”. Una volta, poi un’altra, un’altra ancora. Ogni volta si controllava, il voto risultava regolare, finchè un Senatore (purtroppo non sono stati fatti i nomi) interviene: forse il collega ha ancora gli occhi stravolti dalla conta degli scontrini e no si rende contro che da TRE scranni escono DUE voti. Ilarità generale e rosicamento del grillino che a quel punto chiede il nome del terzo, assente, che a loro dire avrebbe comunque registrato la sua presenza per la diaria. Verifiche del caso ed il caso si sgonfia. due senatori, due tessere, due voti. Ennesima figura di palta dei grillini.

Come quella di Messora che pochi giorni fa aveva annunciato un’intervista ad un pentito di mafia secondo cui Preiti avrebbe agito perchè la ‘ndrangheta voleva colpire il m5s. Tutto falso, come riporta il sussidiario.net (link all’articolo completo)

“Non ho mai dichiarato che l’ndrangheta volesse colpire il Movimento 5 Stelle, non lo ho mai detto e nemmeno pensato”. Così Luigi Bonaventura, ex ‘ndranghetista e oggi collaboratore di giustizia, risponde a quanto pubblicato ieri da Claudio Messora, responsabile della comunicazione M5S e titolare del sito internet “Byoblu”. Bonaventura smentisce quindi le dichiarazioni riportate, cioè che “Luigi Preiti avrebbe sparato per ordine della ‘ndrangheta, per danneggiare il Movimento 5 Stelle o addirittura per cercare di aprire una trattativa”. “Talvolta – scrive il collaboratore di giustizia in un comunicato diffuso oggi – capita che si venga strumentalizzati. Ripercorrendo il fatto a ritroso, per dovere di informazione, sento il dovere di chiedere al signor Messora una smentita”.

Ma dal Senato arriva anche altro, è ormai la sede deputata per il gerolamento di conti all’interno del m5s. Lunedì si dovrebbe, voci la vogliono spostata a martedì, svolgere l’assemblea per la chiusura definitiva della questione Gambaro. Ma Serenella Fucksia si dichiara contraria,  e dice che con lei il gruppo senatoriale è compatto. Quindi, se non si presentassero all’assemblea questa sarebbe nulla e la richiesta di espulsione nulla con essa. Secondo la Fucksia, quindi (parafraso, ma se il gruppo è compatto…) gli unici due senatori favorevoli sarebbero il fedelissimo Crimi ed il suo successore il fedelissimo Morra.

Sempre il Senato, quindi, a dare i grattacapi grillini. La stessa Fucksia che si “dimentica” di sollevare in Giunta la questione dell’eleggibilità di Berlusconi è Senatrice, così come Senatrice è la Bottici, delle ormai mitiche dimissioni per motivi personali. E sempre dalla Camera Alta arriva Marino Mastrangeli (che asserisce di essere stato invitato da sconosciuti ex colleghi a rientrare nel m5s….).

Alla Camera, invece tutto bene, anzi… Fico propone (come la Biancofiore, per un altro capo) che Grillo venga dichiarato partimonio dell’umanità, il capogruppo Nuti lamenta che i senatori sarebbero sottoposti a compravendita morale e politica (tanto per non far rimpiangere la Lombardi, ma deve ancora lavorare, benchè sulla buona strada…), e la Fucksia è costretta a rispondere

Sono ragazzi piu’ giovani di noi, sono piu’ impulsivi. Ma fanno piu’ male loro al Movimento con questi atteggiamenti che Adele con le sue parole. Nuti poi e’ un gran simpaticone. Ma lei pensa che se uno si alza la mattina e decide di cacciare uno perche’ non gli sta piu’ simpatico o perche’ non si lava quello deve venire espulso? Ma non scherziamo

INtanto sul blog nulla di tutto ciò, ovviamente, meglio riprendere l’intervista a Floris, dimenticando che lo stesso ha asfaltato l’intervistatore, ma soffermandosi sul fatto che ha dichiarato di guadagnare 500.000 euro l’anno a fronte di utili 28 volte superiori per la sua trasmissione. Grillo chiede ai suoi se ritengono che il compenso sia equo, poi decreta che non lo è. D’altra parte nel programma a 5 stelle c’è la privatizzazione parziale della Rai con cessione di 2 canali al privato (dimenticandosi che con il digitale terrestre ormai il bouquet Rai è di una quindicina di canali solo tv) per tenerne solo una. Il grillino osanna, onde poi lamentarsi per la mancanza di pluralismo in Grecia dove, causa Crisi, uno scenario simile si sta verificando. Le solite contraddizioni, nel partito in cui “uno vale uno”, ma tranne uno.

Il criceto mi è appena rientrato, con la dedica del merdone di stasera, a Perugia pare che una nuvola abbia preso le sembianze di Grillo. Miracolo pentasiderale, dopo l’altro miracolo di aver decimato in 3 mesi la base elettorale, al netto dei pasdaran su facebook… di questo passo tra qualche settimana le madonnine nelle cappelle votive cominceranno a bestemmiare in dialetto ligure.

Un saluto speciale a Emanuele Bottaro, titolare formale del dominio del blog grillino. A termini di legge le querele per diffamazione a mezzo internet arrivano a suo nome, anche se il beneficiario dei guadagni è Casaleggio. Ci penserà il suo legale, Enrico -“cugino di beppe” Grillo, che per ora ha disatteso le domande di Modenatoday

Nel mio piccolo le ripropongo:

Beppe Grillo: processo a Modena per il proprietario del dominio del blog

1. Qual è l’articolo oggetto del contendere? Visto che abbiamo ragione di pensare che sia stato pubblicato sul sito beppegrillo.it, formalmente di Grillo ma intestato a Bottaro, automaticamente responsabile per ciò che viene detto su una piattaforma a suo nome.

2. Sarebbe possibile visionarlo, dal momento che sarà certamente stato di dominio pubblico prima del procedimento in corso?

3. Come mai il signor Bottaro è intestatario del dominio di un sito che procura questo tipo di problemi, diventando così responsabile per parole che, stando a quanto si legge sul sito, non è certamente lui a scrivere?

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