giorno 87 – questo è puro masochismo

La scena cui assistiamo, fatalmente non ha il rilievo mediatico degli altri video di cui al post precedente, ma rientra di diritto nel novero di quelli che dimostrano il perchè i grillini non usano la tv.

A dire il vero, dato che Grillo ha sconsigliato, da un palco che non nomino perchè è in ballottaggio (ma è in Sardegna), l’uso dei social media da parte dei suoi, perchè tramite questi vengono spiati, quindi non si capisce come potrebbero comunicare con la base. Magari con delle staffette clandestine, perchè anche i piccioni possono essere abbattuti da cacciatori improvvisati o sbranati dai cinghiali atomici…

Il video, comunque è quello dell’ intervista a Floris, ed oltre al conduttore di Ballarò ha altri due attori in scena, l’intervistatore ed il videomaker.

l’intervistatore è Dario Pattacini, ex giornalista di 7 gold, ed a quanto pare (sospeso dall’ordine) ex giornalista. Il suo nome è assunto agli onori delle cronache perchè implicato nell’affaire interviste a pagamento che realizzava in Emilia per conto della sua emittente. Ma lui non solo realizzava le interviste, a quanto ha detto alla Guardia di Finanza procacciava, dietro provvigione, i clienti cui poi però, sempre a suo dire, faceva le domande che voleva. Dall’audizione si scopre che nemmeno i 5 stelle erano esenti da questa pratica, per nome del capogruppo regionale De Franceschi, particolare di non poco conto, derubricato all’epoca come “niente di illegittimo”. Ma non si era ancora nell’epoca dell’ apertura alla tv, e Giovanni Favia (che comunque quelle marchette aveva pagato) di li a poco verrà cacciato per essere andato in televisione. Ufficialmente i temi che ha sollevato erano irrilevanti, la sola presenza era violazione delle regole. A seguire Federica Salsi, per lo stesso motivo.

Ricostruendo la vicenda di Pataccini un piccolo sospetto quando, a domanda sulla possibilità di essere convocato dall’ Ordine, rispondeva ci vado solo se mi accettano con telecamere e microfono, nella scia di una trasparenza sospetta.

Si scopre così, incrociando un paio di dati che lo scandalo è del 2012, e Pataccini risulta iscritto in data 8 luglio 2010 agli amici di Beppe Grillo di Bologna, prodromo del 5 stelle. Un grillino, quindi, che specula pro domo sua sui fondi pubblici del gruppo 5 stelle.

il videomaker è niente popò di meno che Nik ilnero, facente parte (con stipendio pagato dai gruppi parlamentari, quindi soldi pubblici) del gruppo di comunicazione, mi pare del Senato, per conto del m5s. Sul suo ruolo, in realtà pare più di anello di congiunzione tra i vertici ed i parlamentari che di comunicatore verso la base, ne abbiamo già parlato, così copme sul fatto che abbia trovato quell’occupazione anche grazie all’impegno della moglie che ha organizzato, di fatto, la cacciata dei due di cui sopra. Anzi, da quanto si apprenderebbe dai Grilloleaks della Sarti, pare che la sua scelta non fosse stata ne’ concordata, ne’ gradita da buona parte dei parlamentari. Ma Casaleggio lo ha voluto e così è stato.

l’intervista è dell’ 8 maggio scorso, quando il producer è già ufficialmente dipendente dei gruppi parlamentari, conviene precisarlo.

Il ritmo è quello incalzante, in chiaro stile grillino, cerca di infastidire il conduttore di Ballarò, i temi sono ovviamente quelli dei soldi: “quanto guadaagna” Floris, serafico, ammette di non poterlo dire per via di vincoli contrattuali, ma, autorizzando la Rai a divulgare quei dati, conferma che le voci che girano sul web sono vere (circa 500 mila euro), ma che Ballarò rende 14 milioni in pubblicità.

Pattacini è preso in contropiede, si sarebbe atteso una reazione scomposta, ed incanza “come è entrato in Rai”? “Per concorso”, risponde Floris, che si sta cominciando a divertire… “Questo lo dice lei, ma WIKIPEDIA (l’intervista è preparata con quella fonte??? E saresti stato, Pattacini, un giornalista professionista???) dice che era un corso di giornalismo”… “Si, ma un corso cui si accedeva per concorso pubblico”. Ineccepibile, si partecipa in 4000 al concorso, che prevede, per l’assunzione, la partecipazione ad un corso specifico nella materia ai 20 che lo superano. Non c’è nulla di scandaloso.

Il “pugile” è suonato, cerca di far inciampare l’avversario sui sondaggi che propone in trasmissione. No way anche in questo caso. “Pagnoncelli è quello più affidabile, e comunque chiedete a lui”. Pattacini non demorde “ma sul m5s ha sbagliato” “lo hanno fatto tutti, e comunque stanno registrando i loro calcoli” (un sondaggio, infatti, non è sola collezione di dati, ma analisi degli stessi con algoritmi ben precisi, quando si presenta un nuovo soggetto, vanno necessariamente adattati allo scenario).

Buon tentativo, ma a vuoto anche questo. Perfino il citare la faziosità rilevata dal blog di Grillo sortisce lo stesso effetto, anzi, è una vera e propria mazzata. Floris infatti fa il parallelo con i “sondaggi” di piazza di berlusconiana memoria ed ironizza sul fatto che all’epoca era fazioso al 100%, ora ha perso qualche punto per i grillini…

 

Ormai si viaggia sulla manifesta superiorità,  sarebbe il caso di gettare la spugna, ma Pattacini cerca l’ultimo affondo, un “liscio” che lo sbilancia e Floris affonda… A domanda se si sente o meno vicino al Pd, risponde, infatti.

Ho le mie idee politiche ma questo non mi impedisce di fare il mestiere di giornalista in maniera obiettiva come lei sta facendo”.

Il tutto con una calma quasi ascetica (ed un’ironia che il grillino non riesce a comprendere), non priva di continue frecciatine e sorrisi chiarificatori.

D’altra parte la stoffa dei due è palesemente diversa, checchè ne dicano i commentatori (invero pochi) al video che parlano di umiliazione di Floris da parte del giornalista pentastellato.

Floris asfalta Pattacini fin dalla prima domanda, poi infierisce sulla vittima, che avrebbe dovuto sbranarlo.

Annunci