giorno 70

Della serie “più realisti del re”, il criceto mi segnala che nelle sue peregrinazioni per la rete, in merito alla mail sulle norme per la gestione della comunicazine della Camera (che per certi aspetti ricordano le “veline” dell’ Istituto Stefani di un certo periodo storico), c’è chi pretende di verificare la veridicità del testo, perchè non c’è evidenza che la mail sia autentica.

Ma a questo punto la questione si ingarbuglia, perchè da un lato c’è Messora che, affermando che il Senato si comporterà in maniera differente, di fatto avalla l’esistenza di certe direttive, dall’altro la richiesta insistente cozza con la riservatezza che fino a pochi giorni fa (la questione hacker del pd) albergava stanziale sulle pagine grilline: la corispondenza è privata ed inviolabile (vero)… ma se non pubblichi le mail la notizia non esiste, anche se confermata dagli stessi interessati. E comunque solo la corrispondenza dei “buoni”, perchè la Casta va intercettata e buttata su piazza, nell’ottica della trasparenza. Capita così, che-contemporaneamente- un messaggio elettorale inviato da Franceschini venga buttato su piazza, direttamente dal blog grillino. Il senso è che Dario chiederebe il voto per un consiglio municipale romano (ovvero di quartiere) per la propria compagna. Ovviamente poco corretta pratica comune nelle amministrazioni locali. Si tratta di “endorsments” all’ordine del giorno (un po’ come quando Dario Fo invita a votare grillino). Ma al simpatizzante 5 stelle non va giù, perchè si trata di familismo inaccettabile.

Poi fai notare loro che in Parlamento ci sono parenti di altri eletti, eletti in coppia (fratelli e sorelle, madri e figli, coppie di fatto), e no, loro condividono la scelta politica e sono stati democraticamente eletti, mica come gli altri due, di cui uno ora ministro, che neppure sono dello stesso partito (Nota: si sono conosciuti in Parlamento, dove già facevano attività politica, ognuno per la sua parte), oppure gli altri, che distinguiamo in “zio e nipote”. Ma anche loro siedono dai lati opposti dell’ emiciclo (anzi, il nipote tecnicamente ora è , nell’ordinamento Costituzionale, fuori dal Parlamento). Ma è comunque uno scandalo. Invece il fatto che zio e nipote siano presidente e vice di un partito/blog/azienda/franchising non è uno scandalo, anzi, è un favore che i due hanno fatto al partito (oops, movimento) per garantirgli la possibilità di presenziare alle elezioni. Il che, in parte è pure vero, ma perchè tenere nascosto l’accadimanto perfino agli elettori, che sceglievano quel partyito (oops, movimento) in virtù di uno Statuto non corrispondente alla realtà dei fatti?

Mi accorgo di aver confuso due volte partito e movimento, si tratta di un lapsus, evidentemente freudiano, dato che il fatto di non essere partito resta solo nella definizione che si auto attribuiscono, trattasi di soggetto politico a tutti gli effetti (avendo eletto 163/2/1/2 rappresentanti), dotato in parte (che se le avevano tutte avrebbero avuto diritto ai rimborsi elettorali, che millantano di aver rifiutato) delle strutture che identificano i partiti politici. Altrimenti, semplicemente, non si sarebbe potuto presentare, in virtù dell’articolo 49 della Costituzione, alle elezioni.

Ma nemmeno questo sembra essere importante per i grillini, tanto oggi il loro padrone (per la prima volta la padronalità di un partito è ufficializzata nei documenti istitutivi) è in Emilia a consegnare, spero definitivamente, perchè è da qualche settimana che si discute la vicenda, l’avanzo dello tsunami tour alle popolazioni terremotate. Il tutto, come è d’uopo, preceduto dalle fanfare di regime, perchè la beneficienza si deve pubblicizzare ad ogni piè sospinto, a maggior ragione se si è in campagna elettorale. Interesasnte sarebbe, a questo punto, sapere quale parte di quei danari li ha regalati direttamente Grillo, o se qualcosa ci ha messo pure Casaleggio (nonostante si dica che sonop in perdita dal blog).

Ma le domande non si possono fare, nemmeno se sei del “fatto Quotidiano”, e lo sa benissimo quell’inviato che a Brescia è stato malmenato da un Gorilla di Grillo (che non ha scorta, millanta, ma un esercito di ascari pronti ad immolarsi per lui). La sua colpa? Aver posto delle domande difficili…

A chi contesta l’ipotesi (unilateralmente decretata) di non presentarsi alle prossime elezioni, dovesse passare la riforma dei partiti, Grillo risponde che a chi non va bene non resta che farsi un suo partito. Il cronista incalza “ma è questa la democrazia interna?” E qui il solerte bodyguard “domande del cazzo, andate a fare i giornalisti da un’altra parte”, e giù di tafferuglio.

In un contesto normale ci si sarebbe aspettati la denuncia forte da parte del direttore della testata, ma in questo particolare corto circuito, si tratta do Peter Gomez, e la versione web del fatto quotidiano da lui diretta è emanazione di Casaleggio, al pari del M5S. Allora si sacrifica perfino la dignità dei propri collaboratori, per derubricare la vicenda a colpo di testa di un singolo attivista, che -nominato dalla locale sezione a staff di sicurezza- non ha nulla a che spartire con Grillo, che anzi stava pur cercando di rispondere.

Andrà a finire che il giornalista sarà licenziato per aver posto domande scomode a chi non va disturbato?

E quando le domande te le lasciano pur fare (a detta di un blog di “globalist”), come alla Lombardi sulla “bossi fini”, basta girare i tacchi, e demandare il tutto alla rete. Proprio come dice Crimi si farà su Maggioritario o proporzionale nella stesura della riforma del porcellum… 

Poi occorrerà fare una sintesi e trovare la quadra, che nel pulviscolato universo grillino, al solito coinciderà con l’idea di Grillo… E comunque temi di una certa delicatezza, da non demandare a pochi attivisti che in materia di immigrazione hanno dimostrato, in questo spalleggiati anche dai parlamentari, le idee piuttosto confuse: si va dal razzismo moderato a quello più becero (pare che perfino Borghezio si sia scusato con qualche “baluba” mentre lo spruzava di conegrina, per i toni usati dai grillini nei loro confronti).

Intanto ieri pomeriggio si spegneva Don Gallo, e Crimi ne posta messaggio di cordoglio a nome dei gruppi parlamentari (la Lombardi no, ma è un piccolo inciso)… E dire che, a memoria non è che fosse tutto questo “amico loro”, benchè in effetti “Amico delle persone semplici ed oneste”.

Al solito ci si identifica e si porta dalla propria parte le eccellenze, anche etiche, del Paese. Più facile se da un “coccodrillo”…

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