giorno 69 – by night

Al Parlamentare Grillino è concessa libertà di pensiero (almeno quella)… ma non di esprimerlo.

Ancora non si era praticamente aperta la legislatura che Grillo si scagliava contro l’articolo 67 , che  nella sua brevità è uno dei baluardi fondamentali della democrazia:

Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato.

Per lui, infatti i parlamentari (o meglio, nel lessico da Rivoluzione Francese, i “cittadini eletti”) altro non sono che sue propagazioni, oggetti di proprietà di cui disporre in piena autonomia, nell’ombra della leggenda metropolitana della democrazia dal basso. Una proprietà, nella migliore delle ipotesi, del partito. Non a caso chi, parlamentare o meno, ha criticato la linea dettata da quello che ufficialmente era solo un megafono, è stato pesantemente redarguito (che per i grillini si concretiza in campagne di insulti a mezzo stampa che nemmeno uno stupratore seriale) e/o minacciato di espulsione.

Parallelamente si insediava il gruppo di comunicazione (formalmente, a detta dei gruppi, non ancora ratificato da nessuna assemblea), con Messora e Martinelli piombati a controllare, istruire, dettare (letteralmente) la linea da seguire. Primo atto formale di questo Gruppo, cui si aggiungerà fin da subito Rocco Casalino, già noto per aver partecipato al Grande Fratello e trombato d’oro alle elezioni, è il suilenzio stampa di Martinelli, che per un comunicatore è un ossimoro. Intanto la comunicazione tecnicamente latita, ai grillini è precluso ogni contatto con la Stampa se non preventivamente concordato ed autorizzato (si veda Mastrangeli, al netto della sua figura, che solo ad averlo candidato….). I dissidenti parlano, seppure in forma anonima, ed escono fuori malumori e rancori reciproci. Peggio poi quando viene nominato, sempre nello stesso gruppo di comunicazione, Nik il nero, il mitico “camionaro”, incidentalmente marito di un’attivista pesantemente implicata nel giro di mail che hanno organizzato il complotto che ha portato all’espulsione di Favia. La scelta, anch’essa calata dall’alto (si dice direttamente da Casaleggio) non è andata giù a più di un parlamentare, che se lo è ritrovato tra le croste nonostante inviso… Tutte voci di corridoio, fino al “leak” della Sarti, che in alcune sue mail esprimerebbe pesanti perplessità in merito alla scelta, poco condivisa.

Poi l’affare diarie, altri delusi, più o meno palesi, il (secondo) cazziatone di Grillo ed una novità in merito: i grillini sono invitati a partecipare a trasmissioni televisive, purchè non siano talk show, per esprimere i loro (di Grillo e Casaleggio) pensieri. Nel frattempo Crimi aveva, a “porta a porta” inventato l’intervista chiusa…

E le scene, al limite del ridicolo si sprecano. Di oggi l’intervento di De Vito a “l’aria che tira”, che ha pure il coraggio di lamentarsi per il poco tempo dedicatogli (io aspetavo da un’ora). Di fatto zittito da Myrta Merlino che gli fa notare che è stato lui a non volere che ci fossero altri che non la conduttrice, di fronte a lui, e che quindi la trasmissione si è svolta regolarmente con gli ospiti invitati, ed a lui gli ultimi minuti in solitaria…

Ma tutto ciò non basta, sul web, e non solo, gira il testo di una mail che i deputati avrebbero ricevuto, con le istruzioni per comunicare con la stampa. Cito, prendendoli da diversi articoli, dei passaggi della missiva:

Dopo diversi problemi sorti in proposito  intensificheremo la presenza del gruppo comunicazione in Transatlantico e nell’atrio del Palazzo. Non per un’esigenza di controllo, ma a garanzia dei deputati. Invitiamo tutti, poi, a rilasciare le interviste nella stanza grande del gruppo comunicazione, dopo essersi messi in contatto con uno dei componenti .

Oltre l’aspetto psicologico del “giocare in casa”, sarà possibile registrare le interviste per ovviare così ai tanti problemi sorti in merito .

Invitiamo tutti a declinare le richieste dei giornalisti che si sono già dimostrati inaffidabili se non, addirittura, in malafede

ovvero un pressante e costante controllo del gruppo di comunicazione (che, ufficialmente non esiste, almeno a quanto detto dagli stessi deputati grillini nel comunicato di qualche post fa), ed una lista di proscrizione che nemmeno l’editto bulgaro di berlusconiana memoria. Chissà se tra i giornalisti “dimostrati inaffidabili” c’è anche Milena Gabanelli, fino a pochi giorni fa mito e leggenda grillina, chissà se tra quelli in malafede c’è Andrea Scanzi, che più di una volta non ha lesinato critiche, quantomeno alla Lombardi (il criceto, fin’ora silente, mi fa notare che pensa sia una cosa personale tra i due. Non voglio indagare oltre).

Il merdone, oviamente all’articolo 21 della Costituzione, stuprato dai grillini, che innegiano alla trasparenza (per gli altri)…

tutti hanno diritto di manifestare liberamente il  loro pensiero con la parola, lo scritto, e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure […]

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