giorno 69 – mattina presto

riflettevo, assieme al criceto: ora il PdL ricatta il Governo sull’eleggibilità di Berlusconi, se passa toglie la fiducia, Grillo urla contro il PD per via della legge, ufficialmente non ritirata sull’organizzazione dei partiti.

Berlusconi affonda, poi, cercando sponda tra i grillini (e trovandola negli ex elettori del suo partito accasati temporaneamente sutto la barba del genovese), asserendo che il PD vuole eliminare PdL e M5S per governare da solo…

E penso: ma se nel famoso streaming (quello di “non siamo a Ballarò”), il dinamico duo avesse accettato la proposta di far nascere un esecutivo a firma Bersani, che aveva detto MAI con Berlusconi e quando è diventato inevitabile aprire alle larghe intese ha, coerentemente lasciato la mano, a quest’ora la storia sarebbe diversa:

Governo vivo con un mese di anticipo, dibattito ora incentrato su “se NON si vota l’ineleggibilità di Berlusconi facciamo cadere il Governo (ma questa volta il pallino sarebbe nelle mani dei grillini). E togliere definitivamente quello che una volta era chiamato “lo psiconano” proprio dallo stesso Grillo, dallo scenario politico, ripeto, avrebbe avuto effetti benefici anche sul centro destra, che -affrancato dal peso di governare per il capo- si sarebbe potuto dedicare ad una sana riforma della Giustizia e della legge elettorale, tanto per dirne un paio, invece di fare barricate e manifestazioni in difesa acritica di chi ha permesso loro di sedere in Parlamento.

Certo, dopo un turno di pausa all’ Opposizione, perchè quello era, di fatto il ruolo che un appoggio esterno dei grillini avrebbe riservato al PdL. Un periodo in cui riflettere sui danni causati dall’immobilismo pidiellino che, al Governo, ha lavorato per piccolissimi passi, tra una difesa e l’altra dei problemi del padrone.

Intanto i grillini, proprio come fanno in Sicilia, avrebbero costretto a miti consigli il PD, attivando il circolo virtuoso che millantavano durante la campagna elettorale.

Invece no, Lombardi e Crimi (in ordine di importanza nell’organigramma interno grillino), hanno sbattuto la porta in faccia, ormai è evidente, perchè Grillo ha comandato di fare così, perchè non ci si deve mescolare con gli altri. Non si deve, insomma fare politica. Ed allora, mentre l’alternativa alle elezioni anticipate (dramma per il paese, secondo me) erano le larghe intese, e queste conseguenze, erano, purtroppo, auspicabili. Ora i grillini si lamentano, ma è quell’ “avremmo potuto fare” che Bersani aveva spiegato alla delegazione M5S nelle consultazioni. I grillini “avrebbero potuto fare” parte del loro programma, il PD “avrebbe potuto fare” il Governo per cui la maggioranza degli italiani, li aveva eletti. E non si sarebbe trattato (come ha deto la Sereni, strumentalizzata per quella frase, volutamente malintesa) di un Governo “assieme ai 5 stelle, perchè proporlo sarebbe stato eticamente impossibile da accettare per chi fa del non allearsi manifesto (nonostante altri punti, a partire dall’ Uno vale uno siano stati di fatto sbuianchettati), ma di una desistenza, appoggio esterno o chiamiamolo come vogliamo. Si, la Sereni ha ragione, non si proponeva ai grillini, perchè palesemente ostili a ciò, di governare assieme, ma di permettere che il PD facesse, anche per loro il lavoro sporco.

Sarebbe bastato uscire dall’ aula del Senato, così come in giunta provvisoria sarebbe bastato un po’ di casino da parte di Serenella Fucksia per sollevare il problema della candidabilità di Berlusconi. Ma così non è stato, e solo ora si dichiara che se il PD dovesse proporre la norma i 5 stelle la voterebbero. Sempre al condizionale futuro…

Intanto Berlusconi gongola della rendita di posizione che mai si sarebbe aspettato di avere, rallenta il lavoro del Governo e minaccia regolarmente la crisi di Governo. I Grillini, autoposizionatisi in minoranza (con il gaudioso assenso dei tifosi, perchè gli elettori ne avrebbero chieste ceste piene di teste…) urlano al complotto, annunciano funerali, fotoschoppano highlanders improponibili. Onde poi lamentarsi e minacciare quando scoprono (mesi dopo che è stato presentato in Aula) un DdL propedeutico ad una pesante riforma della politica, battezzandolo “antigrillo” e tirandolo fuori all’indomani della puntata di report che ha scoperto alcuni degli altarini nascosti (al grande pubblico, i più fini conoscitori delle dinamiche pentasiderali non hanno scoperto nulla di nuovo, anzi, mancava pure qualcosa) dietro il pulpito da cui Grillo Predica, e Casaleggio detta legge.

Se solo quel giorno la webcam si fosse guastata…. (vero, ma in parte, non a caso c’erano Casalino e Messora, che comunque a detta di “montecitorio 5 stelle” ancora non sono ufficialmente nel gruppo di comunicazione, a controllare ed eventualmente riferire).

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