giorno 46…. e tre

 

Giorno 46 /3 – Ma è lui! Ma è lui! Si, Criceto, hai ragione, non me ne ero accorto, il deputato 5 stelle della dichiarazione precedente è Andrea Colletti, quello che si è scagliato contro i “pianisti”, invitando la Presidenza ad intervenire perchè “spesso” accadono episodi del genere. Come, Criceto? Quando ha fatto l’intervento avevano votato solo 2 volte? Lo ricordo, ed anche il Presidente di turno dell’epoca, che lo interrompe per precisare, appunto che “spesso” non si può riferire a quel contesto. E, se ti ricordi, il Colletti è quello ceh continua il Presidente della Camera a non interromperlo, perchè deve continuare il suo intervento. Lupi gli ricorda che non è l’ Onorevole Lupi ad interrompere, ma la Presidenza della Camera, che ne ha tutti i diritti quando nel merito (traduco dal politichese) si sta sparando una minchiata via l’altra.

 

 

 

Al suo secondo intervento notevole, quindi infila una doppietta non da poco, tanto che il suo intervento (quello della muffa sul muro, e del governo dell’inciucio perchè lo zio di Letta è amico di Berlusconi) viene subissato, come dicevamo prima, dalla disapprovazione generale. Infatti l’ On. Rosato fa notare (richiamando il regolamento) che ci sono dei limiti anche alla libertà di espressione dei Parlamentari, e che il Colletti ne stava abusando. Con la complicità, prosegue l’ On. Saltamartini, della Presidenza Di Maio, compagno di partito, che intanto le sbaglia il nome, chiamandola Santamartini, e poi a suo dire manca di imparzialità lasciando andare il collega a ruota libera senza fermarlo quando esagera, e non intervenendo, se non tardivamente, al superamento del minutaggio assegnato.

 

 

 

Chi deve far rispettare le regole è buona norma che le sappia, o che non si faccia influenzare quando chiamato a farle rispettare dai suoi compagni di squadra.

 

 

 

L’attività d’Aula prosegue, ed i pentastellini raccolgono da tutte le forze politiche, di Maggioranza e di Opposizione, la giusta dose di quello che hanno seminato, dagli inviti a scongelarsi, al “arrendetevi? Mavaff….” (Traducendo sempre dal politichese). Nel momento del loro intervento, mentre sto trasalendo quando mia mamma ascolta l’intervento grillino (del di cui On. Nuti, al posto della Simpatica, capogruppo, che in genere è il parlamentare preposto alle dichiarazioni di voto) quasi estasiata. “Però non dice cose sbagliate”… “Mamma, guarda che nemmeno loro hanno votato in Giunta per l’incandidabilità”. “Va beh, però il resto è giusto”.

 

Poi il richiamo al Governo dell’inciucio, e vedo che un po’ il suo sorriso si spegne, mentre il mio scatta. E diventa Risata quando, nell’orgasmo delle colpe da dare a questa classe politica il grillino comincia una lista che (“ma potrei proseguire”, dice) si interrompe con le stragi di Mafia del 92. ” E le guerre puniche no?” mi dice…

 

Poi la dichiarazione di voto, non daranno, ovviamente, la Fiducia, ma faranno seria e matura opposizione, valutando di volta in volta… Ok, l’ho già sentita, poi arriva il post del blog ed allora si allineano ai desiderata del capo politico e carismatico. Del padrone, insomma. Non ho ancora controllato le reazioni dei grillini sui social, ma gioco dollari contro pesos che saranno di euforia per l’ennesima porta sbattuta in faccia alla casta. Peccato, però che se la si vuole sbattere a dovere conviene usare le mani, non spingerla a nasate, con tanto di rincorsa…

 

 

 

Sarà un piacere, diceva Grillo… la mia piccola risposta è “il piacere è tutto il suo”.

 

 

 

Annunci

giorno 46 /2

giorno 46 – seconda parte. Comincio il post esprimendo le mie più sentite condoglianze per la prematura dipartita di Federico Pizzarotti, come da promesse post elettorali… Come? Il neocriceto mi informa che il PizzaBalla è ancora vivo e vegeto. Ma non si era detto che per accendere l’inceneritore si sarebbe dovuti passare sul suo cadavere? Il forno è carico ed è prossimo, procedure tecniche iniziate, all’accensione. Altra vittoria del più importante sindaco grillino…

Passiamo ad altro, che non vorrei giocarmi un altro criceto, dato che ho appena seppellito il primo sotto il peso dei merdoni quotidiani. In questo giorni i parlamentari stanno ricevendo le buste paga, e già i grillini caricano le loro tastiere per postare che a cada Boccia-de Girolamo entreranno 40.000 euro, con tanto di tabellina inneggiante all’inciucio. Se solo non fosse che la cifra è falsa, ci sarebe già di suo da ridere, ma la contingenza la rende ancora più ridicola.

Quanti ne entrano in casa Fico (che ha cambiato residenza per rientrare nelle regole interne dopo aver avuto certezza della candidatura) e fidanzata De Rosa (che nessuno pare sia in grado di dimostrare avere i requisiti di militanza previsti dalle loro stesse regole)? E Iannuzzi +mamma Simeoni? E Cancelleri (Giovanni Carlo / Azzurra, incidentalmente fratelli)? A dire il vero poco meno, ovviamente assunto che la cifra sia quella. Ma così non è, perchè l’indenità calcolata nellae tabele grilline mischia tutto il mischiabile, facendo confusioni assurde per far fare buona figura ai Parlamentari che, non spiccando per qualità del loro operato Parlamentare, almeno spiccherebbero nell’auto taglio degli stipendi. Occhio, che ad una sommaria analisi delle (poche) buste paga, in nome della trasparenza, pubblicate si evince che tecnicamente i tagli non ci sono stati, e che le cifre incassate sono, di fatto, equiparabili a quelle della casta. Con le trattenute che i tabellatori dimenticavano di segnalare, con i rimborsi divisi nelle spettanze mensili (mentre i disinformatori pentasiderali nei loro conti dimenticano che i siti istituzionali riportano la quota annuale o trimestrale degli stessi), con le trattenute, con le decurtazioni del “gettone” per le giornate di assenza e quant’altro.

L’unica differenza, quindi è che mentre per i parlamentari “normali” la quota stipendio è di 5000 euro NETTI, per il 5 stelle sarà di 2500, quindi a tutti gli effetti la busta paga grillina sarà di 2500 euro più bassa di quella della casta.

Non un grande risparmio, ma resta aperto un secondo capitolo, quello dei rimborsi per il mandato, la “diaria”, che avevano promesso di rendicontare fino all’ultimo centesimo (conteremo le caramelle, o vale solo per gli altri?), onde fare l’ormai solito passo indietro: Non si possono pubblicare gli scontrini, perchè così si saprebbe come i parlamentari spendono e che negozi frequentano… Quindi si rendiconterà in pubblico con un modulo excel, che l’ Incantevole si appresta a preparare.

‘ZZO, la trasparenza…. Intresa in questo modo mi da’ l’impressione dei vetri scuri, un po’ tamarri, delle auto: da dentro si vede fuori, ma da fuori no.

E già (lo scrive “il Fatto Quotidiano”) c’è chi fa presente che non c’è scritto da nessuna parte che la parte eccedente vada restituita, che l’importante è rendicontare, che quelle spettanze comunque sono di diritto, perchè si fa una doppia vita (la casa “da civile” ha comunque dei costi), ed altre storie del genere.

Il tutto alla faccia di chi una busta paga da 16 mila euro non la riceve ogni mese (e magari neanche ogni anno). Ora, da bravi italioti, anche loro cominciano il dibattito interno, ovviamente fuori dallo streaming, su quanti e quali soldi tenersi e quanti restituire, a parte  la quota (come da accordi sottoscritti) dei rimborsi ai gruppi per la Comunicazione, che andrà a Casaleggio, per pagare i vari Messora, Martinelli, Nik il nero, Casalino…

Ma intanto, e la coscienza è lavata, chiedono che la Camera istituisca un conto apposito, con tanto di capitolo di Bilancio, ove i parlamentari che volessero potrebbero versare, una somma a loro piacimento per.. per? PER? (non si sa, ma la lettera campeggia, manifesto dei tagli della politica, su più pagine di “cittadini eletti”.

Intanto alla Camera il Presidente del Consiglio fa il suo discorso programmatico, annuncia che eliminerà lo stipendio per i Ministri Parlamentari e si adopererà per sospendere la reta IMU di Giugno, abolire le province, lavorare sul reddito di cittadinanza, (sperando che alle parole, come in questi casi è d’uopo, seguano più fatti possibile).

Questo merdone lo dedico al Gruppo alla camera, che nella sua dichiarazione di voto riesce ad unificare ancora una volta PD e PDL, come nelle sottintese intenzioni del loro capo: nel mancare di rispetto di regolamenti e di educazione parlamentare, si presentano accusando Letta di essere parente di uno stretto collaboratore di Berlusconi… Lo sdegno per un tale mirrorclimbing è bipartisan (che è diverso dall’inciucio). Ma loro sono quelli che accusavano Telese perchè è il marito della sorella del direttore del TG3, che di nome fa Berlinguer e non a caso… (peccato che quando Enrico è passato a miglior vita, tra l’altro salutato da Almirante, Bianca Maria era poco più che adolescente).

giorno 46/1

giorno 46 – Ancora oggi, ovviamente si discute del gesto del folle che ieri ha sparato in Piazza, Mentre su facebook si aprono pagine a suo sostegno ed in solidarietà, perfino arrivando a chiedergli di aggiustare la mira (paghiamogli un corso al poligono), la rete produce il suo meglio: si comincia con la teoria del complotto, ed allora “preiti ha i capelli corti, alla maniera dei militari”, all’esaltazione del gesto, purtroppo non andato a segno. Poi si scopre che il “disperato” in realtà si è mangiato lavoro e famiglia ai videopoker, ed allora la colpa è della casta, che ha permesso l’esistenza delle macchinette. Ovviamente la solidarietà pelosa di Grillo tacita i suoi fedeli, che derubricano i suoi strali di odio, il suo invito a bombardare il Parlamento, le sue grida del tipo “arrendetevi” “siamo in guerra” e quant’altro. Lui può, anzi, per i grillini, sembra quasi che debba farlo.

Poi l’abilità del grillino (che poi è uno che sa usare google, e gli altri copincollano) torna agli albori di chi ha osato criticarlo: si diffondono così foto giovanili di Alemanno, che lo sanno pure i sassi essere stato fascista, e negli anni ’70 le manifestazioni pacifiche erano quelle che non contavano morti, e più recenti di Gasparri che mostra il dito ad una piazza ostile. Come se ciò tolga la quota parte della responsabilità di questo clima, non ingenerato da Grillo (teoria della paranoia), ma da questo fomentato e tenuto volutamente teso. 

Ma questa, si dirà, è la base… Allora cominciamo una sicuramente parziale retrospettiva sui “vertici”:

L’attentato avviene di fronte alla sede del governo, un governo che ha già giurato nelle mani del Presidente della Repubblica, ma che ora dovrà superare la prova della necessaria fiducia nel Parlamento. E come si potrà negarla ora quella fiducia che continua a provocare non pochi mal di pancia in casa PD? Il Paese dev’essere pacificato e attentati come quello di oggi spingono a dare tutto il sostegno possibile ad un governo che è privo di un programma politico adeguato ai bisogni del Paese, un inconcepibile governo Pd che persegue l’unico scopo di salvaguardare gli interessi del Pdl dopo aver sbandierato la necessità di un cambiamento

Scrive Becchi sul blog di Grillo, ipotizzando scenari drammatici di “inside Job”, utile a svelenire i toni…

Ma non è, purtroppo, il solo, perchè Iannuzzi (che non dimentichiamo, dimezza le spese di trasporto del suo ricco emolumento perchè condivide la macchina con la mamma senatore, sempre 5 stelle) posta via facebook una pagina di wikipedia leggermente allusiva: il lemma indicato è quello su “strategia della tensione.

Ancora più diretta Laura Castelli (ex staff di Mercedes Bresso, poi candidata sempre con il PD fino a scoprire Davide Bono ed entrare anche nel suo staff), che per codice etico non avrebbe nemmeno potuto candidarsi, ma “rischiava” di essere uno dei Questori della Camera, secondo cui

«Certe cose non succedono a caso. Stiamo vivendo un momento storico in cui la politica ha delegittimato la piazza».

Quindi la colpa è, ovviamente, della casta, di cui però, ormai anche lei fa parte. Ma i grillini la piazza la ascoltano, ovviamente quella che fa loro comodo, quella che grida RO DO TA ancora oggi, e nemmeno si rende conto che lo stesso li ha scaricati, e circola voce perteciperà ai cantieri di lavoro di SEL. Quando sarà ufficializzata la notizia, gli daranno certamente del traditore, del pensionato d’oro da maledire, ascriveranno anche lui alla lista di chi raccomanda parenti nel mondo del giornalismo (come da tabella che ricorda i nomi di Donata Scalfari, Bianca Berlinguer, e la di lei sorella Laura, addirittura moglie di Luca Telese etc.). Perchè “la rete non dimentica…”

Al contrario di Bertola (quello della petizione sulle scie chimiche, per capirci), che ha dimenticato, e ci si chiede come mai, il suo dissenso all’interno del m5s all’indomani della cacciata di Biolè, poi ravvivate dopo la candidatura della succitata Castelli. Ma Davide Bono, contraltare delle querelle avrà di sicuro delle valide strategie (e tre suoi fedeli in Parlamento) e Bertola si sta avvicinando all’ala degli oltranzisti.

Nello specifico della vicenda posta su facebook (dopo l’infelice post sugli insulti alla Finocchiaro di qualche giorno fa)

‘Il vero problema non e’ che qualcuno vada davanti a Palazzo Chigi e spari durante il giuramento del governo. Il vero problema è che in questo momento, ne sono assolutamente certo, ci sono alcuni milioni di italiani che pensano ‘peccato che non abbia fatto secco almeno un ministro'”

Ovviamente non dissociandosi da quel pensiero comune, anzi -per certi versi- facendolo proprio. Dubbio che per un rappresentante delle Istituzioni (Consigliere comunale a Torino) è una macchia. Ma in questo caso, una tra le tante.

E chi li contesta su facebook viene colpito dalle tecnosquadracce, che si organizzano per far chiudere la bocca a chi critica. La verità è grillina, il resto va tacitato perchè sono i soliti schizzi di merda.